Sui rifiuti urbani la destra che governa la Regione Marche sembra orientata a scegliere la facile soluzione della combustione, invece di lavorare affinché i distretti industriali e le famiglie producano meno rifiuti e affinché i gestori del servizio di igiene urbana investano per aumentare la percentuale e la qualità della raccolta differenziata e nell’economia circolare, come imporrebbero le buone pratiche raccomandate dall’Unione Europea.
Dopo le recenti esternazioni della Presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Pesaro e Urbino, anche i consulenti ingaggiati dalla Regione per predisporre la bozza del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, auditi giovedì pomeriggio nella Commissione consiliare competente, prospettano la costruzione di un inceneritore nella nostra Regione. I politici della maggioranza di destra, come al solito, si fanno scudo dei tecnici quando intendono sostenere scelte politiche impopolari.
La strada tracciata per raggiungere l’obiettivo è quella di togliere alle Provincie le competenze sugli impianti, accentrandole sulla Regione. Tramite la cosiddetta “governance centralizzata” dei rifiuti a livello regionale, auspicata dall’assessore Aguzzi, si spera di superare le resistenze dei territori e di poter imporre scelte impopolari e di retroguardia.
Vorrei ricordare ai colleghi che siedono con me nell’assemblea legislativa regionale che la combustione dei rifiuti, in qualsiasi forma e qualunque sia la percentuale di filtraggio e abbattimento dei particolati nocivi che si possa attuare, genera CO2, un gas climalterante, la cui dannosa immissione nell’ambiente si sta cercando di diminuire con ogni mezzo in tutto il mondo, e in particolare in Europa, allo scopo di mitigare il cambiamento climatico, di cui anche nelle Marche troppo spesso subiamo gli effetti disastrosi. E questo è un fatto che nessun “esperto” può contestare.
Le direttive europee sull’economia circolare non prevedono la combustione dei rifiuti come pratica virtuosa; al contrario, in tutta Europa si finanzia la transizione energetica per l’uscita dalle fonti fossili, allo scopo raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, come previsto nel programma “Next Generation E.U.”.
Proprio per questo motivo il PNRR e i fondi strutturali europei non finanziano impianti che prevedano la combustione di rifiuti, in quanto considerati non conformi al principio generale di “non provocare un danno significativo all’ambiente” (Do Not Significant Harm – D.N.S.H.). Al contrario, finanziano gli impianti funzionali al riciclo dei rifiuti e ai processi di economia circolare.
In quale luogo della nostra Regione vorranno realizzare questo inceneritore? Con quali soldi lo finanzieranno? Con quelli della tassa sui rifiuti dei cittadini marchigiani, che non hanno alcuna voce in capitolo nelle decisioni, ma sono sempre chiamati a pagarne le spese. Per quanto ci riguarda, il Movimento 5 Stelle condurrà una battaglia a tutti i livelli, nazionale, regionale e comunale, a fianco dei cittadini per scongiurare questa scelta antieconomica e dannosa per l’ambiente, il clima, la salute e la qualità della vita dei cittadini.
Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale






















