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Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Fano – composto da Tommaso Mazzanti, Francesco Panaroni e Giovanni Fontana – ha depositato nove osservazioni alla variante per il monastero dei trappisti a Monte Giove, declinando in questa forma i diversi punti critici già espressi lo scorso ottobre nel corso del dibattito in Consiglio Comunale, che tra l’altro hanno condotto a un voto contrario del M5S all’adozione.
L’Amministrazione dovrà ora contro dedurre una per una tutte le osservazioni, comprese ovviamente quelle presentate da altri soggetti, che prossimamente saranno poste al voto della civica assise per l’eventuale adozione definitiva della variante.
Sintetizziamo di seguito il contenuto di ciascuna osservazione presentata dal Movimento 5 Stelle:
1) È contrario all’interesse generale discutere questa variante isolandola dalla visione complessiva del nuovo piano regolatore generale, che attualmente è in fase di pubblicazione dopo essere stato adottato dal Consiglio Comunale lo scorso novembre.
2) Non si può affermare che la Soprintendenza abbia espresso parere favorevole alla variante, visto che è stata disattesa la prescrizione di ridurre gli spazi, che al contrario sono stati addirittura incrementati.
3) Lo scorso luglio, la Commissione Consiliare Urbanistica, dopo aver approfondito la delibera, non ha espresso parere positivo alla variante, che ha ricevuto un voto favorevole, uno contrario (quello di Mazzanti per il M5S) e tre astensioni.
4) La variante contraddice gli impegni contenuti nell’Ordine del giorno per il corretto calcolo in bilancio ambientale dei costi derivanti da consumo di suolo, presentato dalla consigliera Luzi e approvato dal Consiglio Comunale nel marzo 2022.
5) La variante contraddice gli impegni contenuti nella Dichiarazione di emergenza climatica, approvata dal Consiglio Comunale nel settembre 2020, tra cui quello di tendere verso il principio del “consumo zero di suolo” e compensando ogni eventuale cementificazione con la rinaturalizzazione di urbanizzazioni dismesse e suoli degradati.
6) L’area interessata dalla variante è sottoposta a svariati vincoli: tutela paesaggistica; area soggetta alla pericolosità geologica, idrogeologica e sismica; zona archeologica per la presenza di aree con segnalazione di ritrovamenti; area rilevante per l’alto valore del rapporto architettura-ambiente, del paesaggio e delle emergenze naturalistiche caratteristiche del comune. Di fronte alle drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici, è irresponsabile andare a costruire in un territorio così delicato.
7) La previsione del cimitero privato viola la legge, potendosi prevedere solo cappelle gentilizie e private non aperte al pubblico.
8) L’Ufficio Viabilità e Traffico del Comune di Fano ha rilevato forti criticità della viabilità esistente, suggerendo la necessità di interventi di adeguamento che potrebbero essere più o meno impattanti nel contesto ambientale e paesaggistico della zona.
9) La normativa regionale vieta di espandere aree edificabili in zona agricola, qualora non sia stata completata per almeno il 75% l’edificazione delle aree esistenti con medesima destinazione d’uso. L’Amministrazione ha tentato di eludere questo divieto considerando come “destinazione d’uso” la specifica zona F5_CC (convitti e conventi) anziché, come richiesto dalla normativa regionale, la zona F (attrezzature ed impianti di interesse generale) complessivamente intesa. Tale interpretazione risulta del tutto illegittima.

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