Marta Ruggeri
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Apprendiamo dal Corriere Adriatico che per il Presidente provinciale di Pesaro e Urbino dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Roberto Brandi, lo strumento del “superbonus ha rappresentato un rischio”. Una affermazione che ci giunge nuova da chi come Ance, nella persona della sua Presidente Federica Brancaccio e dal suo Vice Presidente Stefano Betti, ha sempre sostenuto questa misura. E’ peraltro singolare che ora, per compiacere alla politica, il Superbonus venga attaccato da chi, fin dalla sua nascita, ne chiese la proroga e l’estensione. Ricordo che quando il Superbonus vide la luce con il DL 34 del 2020, sarebbe dovuto terminare il 31 dicembre 2021. Allora tutti i partiti politici e tutte le associazioni di categoria, inclusa ANCE, ne chiesero la proroga. Ricordo ancora che il Superbonus da quando nacque, è stato l’unico bonus edilizio con presidi di sicurezza come l’asseverazione del termotecnico e il visto di conformità del commercialista, tali da rendere le truffe su questa specifica misura pressoché inesistenti. Le truffe hanno riguardato altri bonus, tra cui il bonus facciate ma anche il bonus affitti ad esempio, peraltro solo fino al novembre 2021, quando i presidi di sicurezza previsti per il superbonus vennero estesi anche agli altri bonus. Il Presidente Provinciale Brandi sostiene che per questa misura non ci sono stati abbastanza controlli, ma i dati della Guardia di Finanza presentati in audizione alla Camera lo smentiscono. Da novembre 2021 a maggio 2023 la Guardia di Finanza ha sequestrato 7,2 miliardi di euro di crediti fiscali inesistenti legati a tutti i bonus edilizi. Quelli da superbonus hanno pesato per solo 360 milioni, ovvero il 5% del numero delle frodi individuate e solo lo 0,5% del totale dei crediti fiscali da superbonus. Nella sua intervista Brandi ha poi sostenuto che questo strumento avrebbe fatto aumentare i costi, cosa che non corrisponde assolutamente al vero dato che i prezzi sono aumentati ovunque nel mondo a causa della congiuntura economica e geopolitica che ha spinto sull’inflazione, anche in quei paesi dove non vi era il Superbonus. Nel quarto trimestre 2022, infatti, l’indice dei prezzi delle Costruzioni ha mostrato una crescita del 20% sui dodici mesi nei 27 paesi dell’Unione Europea e l’Italia si è collocata nella fascia ben sotto la media, con un incremento del 9,7% rispetto al 24,1% della Germania e il 19% della Spagna, Paesi nei quali non ci sono i bonus per l’edilizia. Il Superbonus è stato motore per l’economia, come è emerso da diversi studi di autorevoli istituti come NOMISMA e Censis, ed è stato in grado di rimettere in moto l’intera filiera delle costruzioni, pertanto da un Presidente di un’associazione come Ance a livello locale mi aspetterei che parlasse di soluzioni per tutte quelle imprese e quelle famiglie, che dovranno pagare sulla loro pelle l’irresponsabilità di questo governo che non ha voluto approvare le soluzioni proposte dal Movimento 5 stelle in legge di proroga. Negli anni di vigenza del Superbonus 2021 e 2022 lo Stato Italiano ha incassato 98 miliardi in più di tasse da imprese e contribuenti e nel 2023 questi incassi continuano ad aumentare. Quindi non solo nessun buco di bilancio, che altrimenti sarebbe stato rilevato dalla commissione europea e dai mercati, ma maggiori entrate per lo Stato Italiano, della cui mancanza dal 2024 ci renderemo conto già nei prossimi mesi. È invece necessario sbloccare i crediti e far terminare i lavori a chi li ha iniziati ed ha confidato, secondo i principio del legittimo affidamento, su una norma dello Stato. Ci tengo a ricordare a questo proposito le proposte di legge che ho presentato già a marzo scorso in Regione e sono ancora ferme in prima commissione. Dispiace constatare che i soggetti che più avevano tratto vantaggio dalla misura, che più di tutti ne avevano chiesto la proroga e l’estensione, ora la critichino per convenienza politica e, soprattutto, non abbiano compreso le sue finalità, ovvero il rilancio dell’economia, dopo la pandemia, ed il fondamentale impulso al processo di transizione energetica e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che stanno compromettendo gli equilibri climatici.

Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

 

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