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Piano regolatore, le linee di indirizzo riguardanti la parte pubblica sono state approvate a maggioranza durante il consiglio comunale dell’altro ieri sera. «Riqualificazione di aree dismesse, più collegamenti tra centro e mare, minore utilizzo di suolo pubblico: ecco la Fano di domani», ha riassunto una nota diffusa ieri dall’amministrazione comunale. Il lavoro al futuro piano regolatore è stato iniziato dal precedente assessore all’urbanistica, Marco Paolini, e nelle linee guida appena approvate si specifica che si punta a una città «con spazi pubblici ampi e accoglienti, in un contesto collettivo fruibile cui adeguare, in subordine, gli interventi privati». Tra gli obiettivi sono inseriti futuri interventi per rigenerare e riqualificare «aree dismesse di particolare significato identitario per Fano», insieme con «l’espansione della città storica, in continuità con le diverse parti e funzioni economiche, verso il mare, la stazione ferroviaria, il porto». Si vogliono migliorare viabilità e mobilità dolce. Il sindaco Massimo Seri ha affermato che gli indirizzi generali sono «lo specchio fedele» di una politica ispirata da «confronto, condivisione e studio serio, da riflessioni prima sulla città pubblica e poi su quella privata e non viceversa. Cosa non scontata, che dà ancor più forza e credibilità al futuro piano regolatore». Il passo successivo all’approvazione, ha detto il vice sindaco Cristian Fanesi, «è portare la nostra idea di sviluppo urbanistico a conoscenza dei cittadini per proseguire il percorso di ascolto e dialogo». Critici i giudizi delle opposizioni. Tommaso Mazzanti, 5 Stelle, ha individuato la cifra delle linee guida nella loro «timidezza» e nel loro «ritardo» rispetto all’esigenza «di cambiare passo» e di superare «lo scellerato piano regolatore approvato dal centrodestra». Gianluca Ilari, della Lega, ha convenuto con Mazzanti che «l’attuale politica urbanistica non risulti coerente con i nuovi indirizzi generali», mentre Lucia Tarsi della lista Fano Città Ideale li ritiene indicativi di un’amministrazione comunale che «non riesce a vedere la città come il fulcro di un territorio più ampio».

Nella foto sopra il sindaco Massimo Seri

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