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È stato approvato in Commissione Istruzione del Senato il testo base per eliminare il test d’ingresso alla facoltà di medicina. Il Consigliere regionale Giorgio Cancellieri commenta così l’atto della Commissione: “Le prime volte che parlai di abolizione del numero chiuso mi consideravano un alieno e alcuni colleghi consiglieri mi guardavano con scetticismo. Nel 2021 presentai in Consiglio Regionale una proposta di legge al Parlamento proprio per chiedere l’abrogazione netta della legge che regolava l’accesso ai corsi universitari. Sono anni che mi batto su questo tema” prosegue Cancellieri “soprattutto da quando sono in Consiglio Regionale, dove cerco di portare la mia esperienza di medico. Gli anni della pandemia sono stati durissimi e hanno svelato e accentuato il problema più grande e meno rapido da sistemare della sanità italiana: la carenza di medici. È grazie a loro se possiamo dare un senso a tutti gli investimenti in edilizia sanitaria e strumentazioni per la diagnostica. Ritengo che serrare gli accessi a medicina per pochi eletti sia stata l’azione politica peggiore che si potesse intraprendere. I governi passati, dalla fine degli anni ‘80 hanno ridotto gli iscritti (e quindi i laureati) a medicina e pensato bene di tagliare progressivamente la spesa pubblica in sanità. Il risultato è quello a cui assistiamo oggi: la curva pensionistica abbatte drasticamente i medici, soprattutto di medicina generale, senza il commisurato ricambio. Ecco quindi che tantissime zone, nelle Marche così come nel resto d’Italia, rimangono senza servizio sanitario di base.  Oggi siamo vittime di valutazioni sul fabbisogno dei medici del tutto errate, dettate più dal risparmio che da una realistica attenzione ai bisogni dei cittadini. Si è negato per anni il diritto allo studio, autocondannandoci a gestire il tragico dilemma della scarsità di dottori, risolvibile solo permettendo a tanti matricole di formarsi per poi accedere alle specialità; impiegheremo anni a vedere i frutti della liberalizzazione degli accessi a medicina, ma è la principale strada da percorrere.

Sono soddisfatto di questo cambio di passo sul tema anche perché si va finalmente ad eliminare quell’assurdo test d’accesso, un quizzone a crocette che poco aveva a che vedere con la professione medica. Ora la selezione dei ragazzi, i quali potranno liberamente iscriversi alla facoltà di medicina e frequentarla per un semestre, sarà basata sulle discipline in area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria. Qualora non dovessero passare agli anni successivi, i crediti formativi accumulati potranno essere riconosciuti in altre facoltà. Si ripristina così il buonsenso, la logica e la meritocrazia. Spero che il Governo adotti il decreto legislativo per la revisione della modalità di accesso a medicina il prima possibile, in modo da diventare operativo già per il 2025” conclude il Consigliere “perché vanno recuperati anni di programmazione disfunzionale e, contemporaneamente, sarà necessario lavorare a tutti quei provvedimenti che permetteranno di attrarre e soprattutto trattenere i medici nei nostri territori.”

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