Entra nel vivo la campagna elettorale a Cagli e tra gli argomenti caldi non può non esserci quello della sanità e della chiusura del Celli. A inizio maggio il candidato sindaco per la lista Fare Comune, che sfida quella dell’attuale sindaco Alessandri – Cagli Futura, è uscito sulla stampa locale con un articolo in cui accusa la Giunta comunale ancora in carica di non aver chiesto la deroga per aree disagiate rispetto al c.d. Decreto Balduzzi. Ma è davvero così? Alessandri e il suo comitato elettorale non ci stanno e vogliono ricordare la vera storia dell’ospedale di Cagli.
“Le recenti esternazioni sulla sanità da parte del candidato sindaco di Fare Comune rendono necessaria una riflessione sulla sua totale latitanza al riguardo durante momenti cruciali per la sanità locale. La delibera regionale n. 735, con cui la giunta regionale del Pd chiudeva definitivamente il nostro ospedale, declassandolo a struttura non ospedaliera, risale al 20 maggio 2013. In quel periodo, Mazzacchera ricopriva il ruolo di vicesindaco a Cagli. Ciononostante, non ricordiamo da parte dello stesso una chiara presa di posizione pubblica contro tale decisione; non ci risultano articoli, battaglie o dichiarazioni in cui lo stesso abbia espresso opposizione o abbia preso posizione sulla questione sanitaria, mentre la cittadinanza manifestava il proprio dissenso nelle piazze e sotto il Consiglio Regionale e continuava negli anni a chiedere servizi.
L’amministrazione Alessandri, fin dal primo insediamento, invece, con documenti ufficiali e atti anche di Consiglio Comunale e Unionale (quindi documenti pubblici di cui è semplice verificare esistenza e veridicità) ha sempre chiesto la deroga al decreto Balduzzi. È importante ricordare anche che il Partito democratico, che sostiene la lista Fare Comune era al governo regionale nel 2013, quando fu presa la decisione di chiudere l’ospedale di Cagli, concedendo la deroga, invece, ad Amandola e Pergola.
La Giunta Alessandri ha continuato a chiedere l’applicazione della deroga alla nuova maggioranza regionale di centro destra, insediatasi il 30 settembre 2020; anche in questi casi tramite documenti ufficiali e articoli di giornale, per cui tutto ciò è facilmente verificabile. La nostra posizione, quindi, è sempre stata chiara e coerente. Nessuna omissione e nessun giallo.
Risulta davvero sorprendente il tentativo di Mazzacchera e del locale Partito democratico di presentarsi ora come difensori della sanità locale, senza affrontare con onestà le scelte del passato e le loro omissioni. L’inerzia dell’allora vice sindaco e attuale candidato sindaco nel difendere i diritti sanitari dei cittadini non può passare inosservata o addirittura trasformarsi in accuse nei confronti di chi, libero da vincoli di partito, ha effettivamente combattuto per tali diritti fondamentali. Davvero il Pd, che ha chiuso l’ospedale di Cagli puntando sull’Ospedale Unico Provinciale e che nel piano sanitario 2020 avrebbe potuto inserire la deroga richiesta, ora accusa l’amministrazione Alessandri? L’amministrazione Alessandri è l’unica che ha alzato la voce concretamente in tutti i tavoli di area vasta, senza limitarsi ai facili comunicati propagandistici. La sanità è una questione troppo importante e delicata per essere oggetto di opportunismo politico, specialmente in prossimità delle elezioni.
da Cagli 24






















