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Sinistra per Urbino ha ottenuto alle elezioni comunali 243 voti e ha sfiorato il 3%. Può sembrare poca cosa per chi è abituato ad altri numeri. Ma non è così, in questa fase storica così complicata per la democrazia moderna, per una forza come la nostra: una forza così diversa dalle altre, così connotata e così radicale sul piano politico. Intanto, con i nostri voti abbiamo contribuito al successo, in questa prima fase, della  coalizione “La città che verrà” e di Federico Scaramucci. Abbiamo portato temi innovativi, inserendo nel programma comune gli obiettivi più avanzati – dal no alla discarica di Riceci come a qualunque discarica o inceneritore al superamento di MMS, dalla centralità dei servizi pubblici (sanità in primo luogo) al salario minimo, dai consigli di frazione alla chiusura del centro storico al traffico – e aiutando a mobilitare elettori ed elettrici e a preparare la strada per il ballottaggio. Soprattutto, però, abbiamo ottenuto un miglioramento in termini percentuali sia rispetto al 2014 che al 2019 (in questo caso anche in voti assoluti), quando, in un contesto molto diverso, ci presentammo da soli. Così che – pur nel nostro piccolo e tenendo con realismo i piedi per terra – possiamo dire di avere avuto una crescita significativa, che ci fa essere soddisfatti del nostro risultato. Con pochissimi mezzi, senza soldi, senza partiti nazionali alle spalle, senza personaggi di spicco nelle nostre liste ma con tanto desiderio di una città più giusta e più bella e con altrettanta fatica, abbiamo ottenuto poco meno di altre forze dalle spalle ben più coperte.

Insomma, Sinistra per Urbino, che non pochi in passato e ancora di recente avrebbero voluto tacitare (pensiamo alle polemiche dopo la nostra civile protesta in piazza della Repubblica in occasione del 25 aprile), è viva ed è in piedi e si è riconquistata il diritto di parola nella coalizione e sulla scena pubblica cittadina. Il faticoso e oscuro lavoro di ricostruzione che abbiamo fatto comincia a dare risultati. Ringraziamo adesso con tutto il nostro cuore gli elettori e le elettrici che ci hanno dato fiducia: non li deluderemo e non le deluderemo. Se con la coalizione “La città che verrà” vinceremo il ballottaggio, dopo 10 anni, grazie al loro voto, la sinistra d’alternativa può tornare in Consiglio comunale e può portare persone competenti e idee di giustizia sociale e pace al governo della città. Anche per questo, oltre che per liberare Urbino, da questo momento fino al 23 e 24 giugno ci batteremo ogni attimo fino all’ultimo respiro per la vittoria al secondo turno della coalizione e di Federico Scaramucci.

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