Marta Ruggeri
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Non passa giorno nella nostra regione e provincia senza notizie riguardo le richieste di installazione di antenne con tecnologia 5G e le relative proteste dei cittadini coinvolti, preoccupati per i rischi sanitari che questa tecnologia comporta se non gestita bene. Motivo per cui come M5S abbiamo depositato una nostra proposta tornata in auge recentemente, in particolare dopo i due recenti interventi del Governo Meloni che ha innalzato da 6 a 15 V/m i limiti consentiti di inquinamento elettromagnetico e ha approvato un decreto che toglie definitivamente la possibilità dei Comuni di individuare i luoghi ritenuti maggiormente idonei, cioè più sicuri per la salute dei propri cittadini, all’installazione di questi apparati. Anche se è vero che nell’Unione europea molti Paesi, fra cui Francia, Germania e Spagna, hanno fissato il limite a 61 V/m, va sottolineato che solo nel nostro Paese la misurazione dei campi è sulla media delle 24 ore invece che sulla media dei 6 minuti. È numerosa la letteratura scientifica che sottolinea effetti avversi non termici correlati alla esposizione ai campi elettromagnetici artificiali emessi da apparati radioelettrici (tumori, malattie neurodegenerative, deficit di attenzione e memoria, elettrosensibilità, disturbi cardiocircolatori, danni alla fertilità maschile e femminile, danni al DNA).
Visto che la legge n. 36 del 2001 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) attribuisce alle Regioni specifiche competenze in merito al rilascio delle autorizzazioni alla installazione degli impianti radioelettrici, le Regioni si devono attenere ai principi relativi alla tutela della salute pubblica, alla compatibilità ambientale ed alle esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio”. Per questo abbiamo proposto con questa PdL di modificare l’articolo 4 della legge regionale disponendo che l’ARPAM, prima del rilascio di pareri su installazioni con tecnologia 5G, acquisisca preventivamente i pareri delle autorità sanitarie competenti in materia, relativamente ai possibili rischi per la salute della popolazione esposta.
Una ulteriore barriera a difesa della salute dei cittadini, soprattutto quelli che abitano nei grandi agglomerati, oramai bombardati da troppi fattori inquinanti.

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Marta Ruggeri, capogruppo M5S in Consiglio regionale

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