Furto aggravato in concorso, denunciati un papà, una mamma e i loro due figli. Il personale del commissariato fanese ritiene che questa famiglia di origini croate sia responsabile del duplice furto compiuto in una struttura ricettiva del centro storico qualche mese fa, tra la fine dell’estate e gli inizi dell’autunno. L’autorità giudiziaria del Tribunale a Pesaro ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per la figlia ventenne della coppia, che vive nel Lazio. Gli agenti di polizia, guidati dal vice questore Stefano Seretti, sono risaliti ai quattro componenti della famiglia utilizzando le riprese della videosorveglianza e affermano che il gruppo si sarebbe suddiviso i compiti operativi. All’esterno i due genitori, dotati di cellulare per segnalare eventuali imprevisti a entrambi i figli (il maschio è minorenne), che nel frattempo sarebbero stati impegnati all’interno della struttura ricettiva, dov’è stata forzata una porta. Agli ospiti di due diversi alloggi sono stati sottratti gioielli, 1.500 euro in contante, orologi di marca e costosissime valigie. Questa indagine ne ha una gemella, che riguarda ruberie in un paio di supermercati a Fano: la Coop e il Conad a Sant’Orso. In questo caso sono stati denunciati per furto aggravato in concorso un cinquantenne nativo dell’Algeria e un quarantacinquenne originario della Bosnia. Secondo i poliziotti del commissariato avrebbero escogitato un’ingegnosa strategia: strappate le targhette anti-taccheggio a merce di valore, sarebbero riusciti a guadagnare l’uscita con i carrelli stracolmi, distraendo gli addetti alle casse con qualche trovata estemporanea. Nei due diversi furti sono stati sottratti circa 800 euro in bottiglie di liquori, champagne e spumanti, più altri 500 euro circa in salumi, prosciutti, formaggi e altro cibo. Come nell’indagine precedente, a sua volta coordinata dal pm Giovanni Fabrizio Narbone, le riprese della video-sorveglianza sono risultate preziose all’attività investigativa. La duplice operazione si è quindi conclusa con cinque denunce a piede libero e una misura cautelare degli arresti domiciliari.






















