L'assessore regionale Francesco Baldelli
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“La manifestazione in formato tascabile di ieri del Pd dà la misura delle gravi difficoltà in cui si trovano la sinistra pesarese e marchigiana, in imbarazzo per l’emergere della realtà del ‘sistema Pesaro’ di Ricci, fondato sugli affidamenti diretti ai soliti noti. Sproloquiare usando un megafono non trasforma le farneticazioni in verità. E questo i cittadini ormai lo sanno. Organizzare un sit-in di protesta contro la realizzazione di un nuovo ospedale da oltre 200 milioni di euro per la città di Pesaro rappresenta un non-sense senza precedenti anche per gli esponenti del Partito Democratico che nella diffusione di fake news ormai sono diventati degli esperti. Parliamo di ritardi? Sono d’accordo, sono cinquant’anni che a Pesaro viene promesso un nuovo ospedale e ora che la Giunta Acquaroli lo sta realizzando, chi non ci è riuscito in decenni di governo non riesce a digerirlo. C’è un ritorno di bile forte, soprattutto in chi antepone al benessere delle comunità la paternità delle azioni. Non entro neanche nel dettaglio di finanziamenti e procedure perché con le sue parole Bellucci ha dimostrato di non conoscere né gli uni né le altre, ma, al contrario, un passaggio del suo sproloquio è stato chiarissimo e deve essere un monito per chi l’ha ascoltato o letto. Se il vecchio e dannoso ospedale unico voluto da Ceriscioli&co “doveva essere di servizio per tutte le acuzie della provincia” significa che, il Partito Democratico, ora come allora, mira alla chiusura di tutti gli altri ospedali: Fano, Urbino e Pergola, dopo aver chiuso quelli di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro. Una soluzione che ancora oggi credono “di buon senso”. Non è, infatti, bastata nemmeno una tremenda pandemia – che ha dimostrato come il loro modello sia sbagliato – a farli desistere da questo pericoloso intento. Dal canto suo il sindaco Biancani non può che attaccarsi e alimentare queste polemiche montate ad arte: ora che il vaso di pandora sul ‘sistema Pesaro’ del Pd si sta ormai scoperchiando, gli risulta difficile predicare una discontinuità rispetto al passato visto che la sua maggioranza e la sua giunta sono made in Matteo Ricci. Su una cosa però sono d’accordo con l’ex Consigliere Regionale di minoranza che dichiara che “i tempi per la programmazione – sanitaria – sono pluriennali“. La situazione attuale, per la quale protestano, è figlia della mancata ed errata programmazione sua e dei governi regionali a firma Pd. Noi oggi abbiamo programmato secondo una visione che stiamo già realizzando e a breve vedremo i frutti di questo lavoro. Per il bene di Pesaro e di tutte le Marche”.

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