di Anna Maria Polidori
La scorsa settimana, per un week-end, Ettore Gambioli, scultore di Cagli appassionato di Moto Guzzi, ha esposto durante il raduno di Mandello del Lario, quarantacinque sue opere. Gambioli racconta quest’altra soddisfazione con semplicità. “Lo spazio era giusto. Eravamo a venti metri dal lago e osservando la mostra era possibile lanciare un colpo d’occhio all’esterno che rivelava un’immagine stupenda”. Un luogo da cartolina. “Davvero. Per questa nuova esposizione abbiamo fatto pannelli con gigantografie dei miei lavori. La luce naturale li esaltava”.
Com’è andata la mostra? “Benissimo. Eravamo segnalati sul circuito cittadino come meta da visitare, così abbiamo avuto sempre dieci-quindici persone, ma la soddisfazioni più grande è stato scoprire che molta gente è venuta a vedere la mostra per conoscermi e salutarmi. Ho scattato tante foto con i simpatizzanti Guzzi. Una processione meravigliosa di persone interessata a questo mondo, curiosa”. Quante erano le sezioni? “Tre, più un’introduzione del sindaco Riccardo Fasoli. Abbiamo proceduto ad aree tematiche. Due hanno riguardato motociclisti Guzzi esteri. Una è Flora Mayer, tedesca. Si è così stupita dello spazio che le abbiamo riservato! Ma Flora è speciale. Ora sta percorrendo tutto il mondo con questa moto. Ha già coperto 250.000 chilometri”.
Chi è l’altro? “Un americano, John Wittner. Lui invece è scomparso lo scorso anno e si è distinto perché ha costruito una moto Guzzi con il suo telaio, pezzo per pezzo. Era un costruttore con dei piloti”. Come è andato il raduno? “Come lo scorso anno abbiamo avuto un afflusso di circa 30.000 persone”. Che fa adesso Ettore? “Sono sempre a Palazzo Ducale, orgoglioso di lavorare in una sede così prestigiosa”.




















