I consigli di quartiere sono riusciti a compattare l’opposizione. È ancora presto per stabilire se sia un fuoco di paglia oppure no, ma sicuro è che centrosinistra e progressisti si sono ritrovati nella censura più netta sul nuovo regolamento per la partecipazione popolare. “Una pagina molto brutta, una volontà di totale controllo politico mascherata da una parvenza di democrazia”, è stato il commento unanime. Ironia sui criteri per selezionare i 200 consiglieri dei dieci quartieri, quando si stabilisce che il 25 per cento sarà scelto a sorteggio. Indignazione la nomina del restante 75 per cento da parte del consiglio comunale. Morale: “Se l’opposizione volesse contare su qualche rappresentante, dovrebbe confidare nella dea bendata. Al momento non si conoscono le modalità di votazione”. La delibera è stata definita “un blitz”, che del centrodestra fanese ha evidenziato “la strutturale incapacità di dialogo e confronto”. All’incontro, giovedì scorso nella saletta dei capigruppo in Municipio, hanno partecipato Sara Cucchiarini, Cristian Fanesi e Dimitri Tinti del Pd, il segretario del partito Renato Claudio Minardi, Ippolita Bonci Del Bene di Fano Cresce, Francesco Panaroni dei 5 Stelle e Stefano Marchegiani di La Fano che vogliamo. In aula il centrodestra ha poi tirato dritto per la sua strada. Respinte le richieste dell’opposizione, che però non sembrerebbe disposta a mollare la presa.






















