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Al G7 di Ancona i “grandi della terra” hanno sbandierato l’approccio ONE HEALTH come un «modello che riconosce l’interconnessione tra la salute umana, animale e degli ecosistemi con l’obiettivo di limitare le future emergenze sanitarie derivanti dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla perdita di biodiversità». Non crediamo a questi buoni propositi, perché il G7 Salute è stato semmai l’occasione per promuovere un’ulteriore privatizzazione della sanità. Ma in ogni caso viene subito da chiedersi come si possa coniugare quel concetto con l’incenerimento dei rifiuti, proposto dalla maggioranza di destra ma in passato evocato anche da esponenti del centrosinistra. Bruciare immondizia urbana, industriale o di entrambe le tipologie non significa soltanto produrre emissioni dannose per la salute delle comunità, ma significa anzitutto riproporre un modello di sviluppo insostenibile, che contribuisce a provocare eventi atmosferici sempre più disastrosi. Vediamo ancora le esondazioni in tutto il paese e i relativi danni. Ma nonostante sappiamo benissimo che tutto è concatenato e che la sommatoria delle nostre azioni quotidiane ha conseguenze spesso catastrofiche, ci occupiamo di ambiente e territorio solo a cose fatte, quando c’è da stanziare fondi per riparare le infrastrutture distrutte. Nessuno sa proporre una visione più ampia e nessuno chiama per nome il problema: un modello di sviluppo che vuole produrre sempre di più e a minor costo e che tra i costi di produzione non contempla quelli ambientali. Questo approccio provoca problemi che poi inesorabilmente si presentano sotto forma di aree inquinate (API Falconara), pioggia incessante, fiumi che si riprendono i propri spazi… Un inceneritore non elimina i rifiuti ma li trasforma in fumi potenzialmente tossici e in ceneri che vanno smaltite in discarica. Un inceneritore promuove il consumo continuo di risorse, stimolando comportamenti “usa e getta” che impediscono il contrasto al cambiamento climatico e la tutela dei territori. Un inceneritore significa dire addio alla raccolta differenziata di qualità, alle buone pratiche di riduzione, riuso, riparazione e riciclo. Un inceneritore ha bisogno di essere continuamente alimentato e richiede ingenti investimenti che distraggono risorse da progetti più sostenibili e vicini alle necessità dei cittadini, ai quali tocca poi subire le conseguenze di questa cattiva politica. Tutto questo è il passato e deve finire. Come abbiamo impedito la discarica di Riceci, ci opporremo con tutte le nostre forze a ogni progetto di inceneritore.

Francesco Veterani - Sinistra per Urbino
e portavoce di Urbino contro la discarica a Riceci

 

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