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Nel prossimo consiglio comunale si discuterà di nuove variazioni di bilancio, che sono ormai la consuetudine per questa amministrazione. Apprendiamo che sono confluite altre risorse dal PNRR per un importo di euro 696.000,00 per l’annualità 2024 ed euro 2.784.000 per l’annualità 2025. A tal fine sono stati creati, appositi capitoli di Bilancio, e queste somme si aggiungono a quelle già previste da PNRR, e siamo molto preoccupati per il completamento dei lavori previsti e rimaniamo ancora molto disarmati per le scelte dell’amministrazione, che come sempre avvengono all’ultimo momento, senza programmazione e senza una visione di cosa possono produrre queste risorse. Il PNRR non era nato per sistemare le strade, fare gli asfalti, per chiudere le buche, ma è un piano di ripresa e resilienza per il rilancio dell’economia italiana e cosi di tutti i luoghi delle nostre città. Capiamo che Gambini e la sua maggioranza possano riscuotere maggiori e facili consensi con asfalti e buche, ma non possiamo destinare risorse solo a queste. Questa è una Urbino in declino ed immobile, che accumula e riproduce i suoi stessi problemi. Ci chiediamo perché con queste risorse, nonostante ricorrenze storiche di grande rilevanza, come i 500 anni dalla morte di Raffaello e i 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro, ed ultimi i 100 anni dalla nascita di Paolo Volponi, la città non sia riuscita a capitalizzare tali opportunità per rilanciare il suo sviluppo, una nuova stagione turistica e quindi l’economia locale. Occorre creare le condizioni per nuovi posti di lavoro, per sviluppare il turismo, per offrire maggiori opportunità ai giovani di questa città che se ne stanno andando in massa, al di là dei proclami per 15 persone in più negli ultimi mesi.

Serve anche un po’ di realismo: sul Documento unico di programmazione 2025-2027 sono ripetute le linee programmatiche del sindaco per il periodo 2024-2029 e avremo modo di discuterne in Consiglio Comunale. Il sindaco e la sua maggioranza, al governo da oltre un decennio, ripropongono le stesse, vane, promesse. L’opposizione ha presentato un fitto elenco di atti ispettivi, interrogazioni, mozioni ed ordini del giorno, per attenzionare le azioni della Giunta. Abbiamo presentato una serie di atti ispettivi in questo consiglio comunale, per affrontare molteplici importanti problemi: dalla riduzione delle risorse alle Università di Urbino (-1,9 milioni di euro di fondo di finanziamento ordinario) alla sanità del territorio, dai rapporti tra Urbino e Fermignano alla situazione dei trasporti pubblici, dai parcheggi al commercio, dalla situazione di santa lucia e i giovani.

Sui progetti finanziati dal PNRR che evidenziano le principali preoccupazioni per i cittadini: ci sono risorse mai viste prima ad Urbino: il Comune ha a disposizione oltre 33 milioni di euro, ma ne sono stati spesi soltanto 3. Ed ora ne arrivano altri: l’interrogativo centrale non potrebbe essere più chiaro: come intende Gambini rispettare la scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo per l’impiego dei fondi?

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Continuiamo a chiedere per questo una commissione ad hoc per l’attuazione delle misure del PNRR, dove poter condividere, maggioranza ed opposizione, scelte che riguardano il futuro della città e del territorio.

Altrimenti ogni problema sollevato diviene imputabile a responsabilità esterne, spesso a chi ha governato precedentemente. Gli urbinati però, ormai dopo 10 anni, chiedono fatti concreti, per usare una parola così tanto abusata nelle ultime elezioni. Non ci sono più alibi, sono i cittadini a necessitare di fatti concreti: aumento della popolazione, incremento del turismo, crescita delle attività economiche. I veri parametri di valutazione di una buona amministrazione che costerà alle casse pubbliche quasi 3 milioni di euro in 5 anni. L’opposizione in Consiglio Comunale procederà seguendo la propria linea retta con una opposizione ferma e rigida sulla trasparenza degli atti e costruttiva di un’alternativa. La mancanza di una visione a lungo termine, di un piano strategico, ha reso vano il potenziale della città, nonostante le straordinarie risorse culturali e storiche a disposizione. Non c’è più tempo da perdere.

Federico Scaramucci

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