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di Anna Maria Polidori

L’associazione Culturale “Villaggio Cultura- Pentatonic” sita a Roma in viale Oscar Sinigaglia ha organizzato un incontro con Maria Lenti, politico e poetessa urbinate per la presentazione del suo ultimo libro scritto in dialetto e in italiano, Segn e artai. Segni e ritagli. Moderatrice Anna Maria Curci. Il libro di Maria Lenti è articolato in tre sezioni. L’animo di chi lo scrive attraversa il passato, la politica, i sentimenti, il presente, con quel piglio incisivo e naturale che caratterizza la scrittrice e politica della nostra terra.

Abbiamo raggiunto Maria Lenti per alcune considerazioni.

“Comincio col dire che Anna Maria Curci mi ha fatto un regalo bellissimo, perché oggi è anche il mio compleanno e sono felicissima di trovarmi a Roma”.

Auguri signora Lenti! L’ultima volta che ci eravamo sentite il mondo era sull’orlo di un baratro. Crede che la pace così tanto auspicata sia più vicina?

“Non intravedo ancora vie di pace in particolare in Siria. Speriamo solo che quello che verrà messo in campo sia un regime migliore di quello visto con Assad. L’auspicio è che quel Paese non diventi una nuova Libia”.

L’elezione di Trump significa la chiusura dei conflitti.

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“L’America è composta da gente concreta. Trump ha toccato i temi cari alla popolazione. C’è stato cambiamento poiché la situazione economica non va bene per niente manco da loro per il ceto medio. Sebbene non venga detto, ci sono manifestazioni per la pace anche nel loro Paese”.

Uno dei conflitti che terminerà per primo sarà quello russo-ucraino?

“Un invasione di un Paese è sempre da condannare e io l’ho sempre fatto. C’è da dire che la comunità russa presente in alcuni territori ucraini ha vissuto grosse discriminazioni dal 2014 ad oggi. Una situazione, la loro, molto complessa”.

Quale potrebbe essere il ruolo dell’Unione Europea?

“L’Unione Europea dovrebbe e potrebbe essere un soggetto propositivo. Appare infatti chiaro che la strada da percorrere sia quella diplomatica. O fanno qualcosa a tavolino o questo mondo, con le armi che ci sono adesso, scomparirà”.

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