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FOSSOMBRONE Prendere a calci portoni d’ingresso lungo le vie di notte sembra sia diventata una sorta di pessima moda a Fossombrone ad opera di giovanissimi che non hanno nulla da fare di meglio. Oppure che colpiscono volutamente con rabbia. Non si capisce perché. Il triste fenomeno si è ripetuto più volte in più punti della cittadina metaurense. Dopo diverse segnalazioni e proteste nelle ultime ore si è avuta la prova provata che i teppisti non scherzano affatto. I loro profili sono stati finalmente immortalati da una telecamera privata. C’è chi spera possano essere identificati. Hanno provocato danni in alcuni casi anche consistenti. La tecnica che utilizzano è quella di prendere la rincorsa lungo il marciapiede. Uno dei tre, al momento giusto, quando cioè si trova davanti al portone preso di mira, sferra un gran calcio. Tutti si danno poi velocemente alla fuga convinti di averla fatta franca. Come è successo quasi sempre. Stavolta però c’è la ripresa. Un passo avanti è stato fatto con una buona dose di fortuna. Il rischio per il terzetto è quello di essere chiamati, quantomeno, a rimborsare i danni. Resta il fatto della gravità del fenomeno. Per certi versi agevolato dal fatto, e su questo particolare occorre essere molto precisi, che alcuni punti non sono adeguatamente illuminati come più volte segnalato. Nemmeno il sistema pubblico di videosorveglianza riesce in casi del genere a fornire i necessari dettagli perché i malintenzionati entrano in azione troppo lontano rispetto al punto di ripresa. Un altro particolare che fa pensare alla volontà dettagliata di colpire e restare anonimi. È una brutta storia che continua da troppo tempo. Dopo il periodo in cui sono stati presi di mira i pluviali accartocciati a colpi di bastone oppure presi ancora una volta a calci, tocca ai portoni come se nulla fosse. Il tutto avviene anche nelle ore del tardo pomeriggio. Specie quando le temperature sono più rigide e in giro non c’è nessuno. La presa d’atto che adesso qualcuno ha nelle mani la testimonianza concreta forse segna una svolta. Tenere alta l’attenzione e divulgare segnalazioni che vanno oltre le parole lasciano sperare in meglio. Resta il timore che il fenomeno possa allargarsi ad aree più periferiche.  Un campanello d’allarme in più che chiama in causa gli addetti al controllo notturno delle strade.

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