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di Anna Maria Polidori

Ricordiamo tutti Stephen Delattre per essere il coreografo di Notre-Dame de Paris, che due anni fa Il Balletto di Milano di Carlo Pesta aveva portato a Cagli. Questa compagnia, tornerà in città il 26 gennaio allietando gli spettatori al comunale con La Dolce Vita, un balletto ispirato alle colonne sonore dei film e personaggi più iconici di Federico Fellini. Le arie saranno quelle di Nino Rota passando per Hans Zimmer. Nel mentre abbiamo chiesto a Delattre che cosa stesse combinando e lui ci ha resi partecipi del suo nuovo, originale, oscuro balletto: Snowhite and the Dark Queen ispirato al classico di Grimm Biancaneve e i Sette Nani che vedrà la luce in prima mondiale a Magonza il prossimo 23 gennaio. Come avevamo già visto nel balletto di Notre-Dame prima, ed in quello di Frankenstein poi, le coreografie di Stephen non lasciano mai indifferenti. Anche in questo lavoro il ballerino e coreografo solleva tematiche estremamente tristi ma attuali e ha rivoltato come un calzino il personaggio della Regina, mamma di Biancaneve, profondamente frustrata e gelosa della sua bella figliola. La stessa Biancaneve è moderna, una ragazza dei nostri tempi. Lo abbiamo sentito per saperne di più.

Allora Stephen come mai questa volta ha scelto una favola da trasformare in balletto?

Volevo fare qualcosa di completamente diverso rispetto al mio precedente balletto, Frankenstein di Mary Shelley, e mi sono chiesto: come posso andare ancora oltre? Ho così pensato che una favola poteva fornire un ottimo contrasto. Mentre in Frankenstein i ruoli principali erano assegnato ai ballerini, in Biancaneve le ballerine avranno decisamente molto più spazio. Questo è il mio quinto balletto creato con la mia compagnia, la Delattre Dance Company e sarà una nuova sfida per me stesso, per i miei ballerini, per il mio team ma ammetto che ci saranno molte sorprese soprattutto per gli spettatori.

Come ha proceduto?

Ho ripreso in mano Biancaneve e i Sette Nani dei fratelli Grimm, l’ho studiato ed ho messo in evidenza soprattutto le parti più oscure della storia, rendendo comunque il balletto accessibile a tutta la famiglia come lo è la favola, che è qualcosa di molto magico per i bambini e per tutti.

Però…

C’era qualcosa che andava fatto. Ho aggiunto un tocco maggiormente oscuro alla favola originale. Ovviamente avevamo a che fare con Biancaneve e i Sette Nani, ma ho voluto fornire la mia versione: in una delle prime stesure dei fratelli Grimm, la Regina era la madre biologica di Biancaneve. Ho pensato che questo elemento fosse interessante: perché se osserviamo da vicino la storia, che cosa accade? La Regina ha paura di diventare anziana, di perdere la sua attrattiva fisica, con anche un forte elemento di compulsione riguardante gli ideali di bellezza che ancora oggi ci dominano. Ho pensato inoltre di mettere in cantiere Biancaneve perché queste favole, se non sono magari conosciute allo stesso modo in tutto il mondo, lo sono molto in Germania. Visto che questa è una favola dei Fratelli Grimm, persone tedesche, e siccome vivo e lavoro in Germania, ho pensato che sarebbe stato bello dare spazio a qualcosa che avesse a che fare con personaggi tedeschi. Questo pure mi ha convinto a creare Biancaneve.

Vediamo da vicino la regina

La regina, la madre di Biancaneve è invidiosa. Biancaneve rappresenta tutto quello che lei non ha: credo, che anche nella società in cui viviamo siamo soggetti all’ invidia, quando qualcuno ha qualcosa che noi non abbiamo. Inoltre ci sono le nuove generazioni che si affacciano alla vita: in più c’è il paragone che possono fare le madri rivedendosi nelle loro figlie, quando erano loro stesse più giovani. Quindi esiste questo sentimento di invidia, questo desiderare di essere giovani come loro. Questo aspetto è parecchio visibile nella favola stessa: però penso anche che nella nostra società ci sia invidia e desiderio di rimanere giovani. Ammetto che questa è stata una componente che mi ha incuriosito molto. Penso che in realtà ci sia dietro alla regina una storia segreta. Che cosa voglio dire? Lei non è stata amata. Nella mia versione va tutto bene quando è giovane e bella e innamorata del re e il re non ha occhi che per lei. Dopo, una volta sposati ed avuta la bambina, il re ha cominciato a riversare maggiori attenzioni alla figlia, non dando più tanta importanza alla regina. La piccola BIiancaneve rappresenta la freschezza e la maggior purezza rispetto alla regina: quindi il re trascorre più tempo con la ragazzina, dando sempre meno importanza alla regina. Questo fatto perseguita la regina che si sente abbandonata, messa in un angolo perché suo marito adesso ha una figlia cui volere bene. Nella mia versione creo nella regina un’aura magica: è una sorta di strega, ha poteri speciali: imprigionerà il re dietro allo specchio e il re diventerà il suo Ego. Il re, adesso non può più trascorrere il suo tempo con la figlia, ma anzi! La regina adesso ha il re, Ego, tutto per lei. Il re quindi focalizzerà la sua attenzione sulla moglie, dicendole la verità sulla sua bellezza, blandendola ogni giorno: però, e questa è una sorpresa, lo specchio non può raccontare bugie…

L’ossessione della bellezza chi colpisce maggiormente?

L’ossessione di rimanere giovani per sempre colpisce in particolare le persone che sono maggiormente in vista ed esposte nei riguardi della società.  È un grande desidero, questo. Potrebbe trattarsi di una regina o di una star di Hollywood;  di una popstar, oppure di un uomo d’affari. Questa gente subisce più critiche. Poi adesso che i media ci tartassano, stampandoci nel cervello questa immagine di un  ideale di bellezza è ancora tutto più difficile  per tutti. È un elemento con cui lottare che trovo molto attuale tanto se prendo in considerazione il periodo nel quale il racconto è stato scritto, quanto se lo vedo immerso nella nostra società. La paura di non venire amati, la paura di diventare anziani e non più desiderati, sono sentimenti e paure che ci dominano ancora.

Il personaggio di Biancaneve

Biancaneve ha una bellezza diversa da quella della Regina: quando la regina è incinta ha il desidero di avere una bambina che abbia la pelle bianca come il latte, i capelli neri e le labbra rosse e quando Biancaneve cresce le regina vede che Biancaneve ha più bellezza di quella che avrebbe dovuto avere, così sente di dover offrire anche lei un’immagine molto più giovane di se stessa. Questa cosa ossessiona la regina e la perseguita. La regina è una bellissima donna ma al tempo stesso Biancaneve è  più pura ed innocente.

Che significa per Stephen la bellezza?

Per me la bellezza non ha colore, forma, taglia.  La bellezza è charme, sex appeal, oppure essere carini: qualcuno che ha carisma. Ecco, sì: penso che la bellezza abbia molto a che fare con il carisma, e per questo a volte alcune persone sono attratte da certe persone e altre da altre ancora: perché c’è un diverso carisma, una diversa energia. Credo più che mai che la bellezza sia la manifestazione e la condivisione della propria energia attraverso il carisma. Poi, come diciamo sempre:  la bellezza proviene da dentro! (Stephen ride). Confesso: ci credo. Certo, sono un ballerino e sono molto votato all’estetica. Quando ballavo tenevo molto a come apparissi e alla fisicità: avere un bel corpo è indispensabile essendo esposti, giudicati e criticati. In più molto persone focalizzano su quello che vedono esternamente, tralasciando l’interiorità. Nel mio lavoro, nelle mie coreografie c’è molto della mia arte, della mia mente, dei miei pensieri, dei miei sentimenti, della mia fantasia, delle mie paure.

Come giudica questa sua nuova creazione?

scarpe firmate

Questo balletto sarà sorprendente ed eccitante. In questa versione sarà interessante notare come focalizzo la favola dando spazio alla regina, perché ha una storia eccitante: perché dico questo? La storia di Biancaneve comincia perché la storia della regina è così eccitante da…creare la storia che Biancaneve vivrà! Biancaneve vive le sue avventure, incontra i Sette Amici, non ci sono nani nella mia storia,  a causa della regina che vive di azione e reazione. La storia di Biancaneve è una reazione ai sentimenti della regina.

Nelle sue storie c’è il brutto che è bello e il bello che è brutto….Come mai?

Sì in molte delle mie storie ci sono i belli e i brutti, i mostri e le bestie. Mi sento ispirato spesso da questi mostri, (Stephen sorride), da queste creature, persone che sono differenti parecchio all’apparenza: sono persone con un diverso ego, o con demoni interiori. Così nascono tematiche come il rifiuto, l’abbandono del padre, il tradimento di un amante. Sì, questi sono tratti che contraddistinguono le mie coreografie. Molto spesso.

Ci spieghi meglio chi incontrerà Biancaneve, dunque

Nella mia versione, Biancaneve avrà al suo fianco sette amici. Biancaneve una volta rifiutata si rifugerà infatti nella parte più misteriosa della foresta per guarire e incontrerà questi sette amici. Questi uomini erano stati precedentemente esclusi dal Regno della Bellezza della regina decidendo così di vivere nella foresta: sono ragazzi, quindi naturalmente alti, però ciascuno di loro sarà un po’ deforme: sette Quasimodo, (Stephen sorride) potremmo dire. L’Oscurità nel mio balletto è rappresentata dalla regina che a un certo punto proverà a rubare l’anima delle ragazze più giovani per rimanere giovane. C’è una scena in cui queste ragazze chiederanno aiuto per poter essere liberate dal malvagio potere della regina. Il re stesso è imprigionato dietro lo specchio.  Due dobermann aiuteranno la regina attaccando chiunque per difenderla mentre ci sarà chi tenterà di prendere queste ragazze per portarle al cospetto della regina. Ho molto attualizzato la storia per i nostri tempi.

 Vedo. Come ha proceduto?

La storia della creazione dei balletti prende tempo: quando apro il libro la prima volta, emergono idee, poi c’è il libretto da scrivere, le luci da pensare, i costumi, la musica, la preparazione dei ballerini, quindi sono tante le voci da completare: in più occorre tanto tempo per le ricerche, l’ispirazione.  Quindi, prendo gli elementi sì dal libro, ma anche dai films, dalle foto, dai documentari. È una ricerca completa. Nella mia versione di Biancaneve è presente la bruttezza, la paura, ci sono i tabù, esiste il proibito: mi piace pensare ai sette amici come ai sette peccati capitali. D’altronde lo vediamo anche con Eva e il serpente tentatore. Mi piaceva inserire elementi biblici.

Chi sono quindi i Sette Amici?

Quegli amici che non avremmo mai pensato di avere: gli amici proibiti, i peccati: proteggono Biancaneve ma proteggendola vanno contro il suo destino. Biancaneve poi cambierà molto dal primo al secondo atto. Ho utilizzato giovani danzatrici che reciteranno nella parte della piccola Biancaneve di 7 anni. La storia comincia con una piccola Biancaneve: poi passiamo alla fase adulta. Qui mettiamo in campo una nuova generazione di ballerini che sta facendo grandi cose con la nostra compagnia, la Delattre Dance Company. Nel primo atto Biancaneve è naif, casta, pura: nel secondo, quando sarà adottata dai sette amici diventerà più rock ‘n’ roll, più libera, più, sì direi che il termine è giusto, coraggiosa.

Che cosa vuol trasmettere con questo balletto?

Dobbiamo fare la pace con noi stessi. Non dobbiamo sempre essere ossessionati dal modo in cui siamo e in cui possono vederci gli altri: questo sennò ci procurerà frustrazioni, invidie e gelosie. È importante fare ordine in noi stessi, ed è inoltre importante accettare certe  cose che capitano nella vita. Tutti abbiamo i nostri momenti, ma è anche necessario prima o poi fare posto e spazio per qualcos’altro.

 

 

 

 

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