Se la prima era stata buona, la seconda si è rivelata addirittura ottima. I Red Rocks si erano esibiti appena qualche settimana addietro presso la parrocchia di Santa Maria Goretti, a Sant’Orso. Non erano passati inosservati, colpendo l’attenzione dei presenti. Sul sagrato di San Giuseppe al Porto, in chiusura delle celebrazioni agostiniane, si sono poi superati, in una serata calda di vibrazioni, coinvolgente, innervata di energia positiva, dando luogo ad un evento che ha saputo parlare alla mente e al cuore. Con un linguaggio alto. La classica cover band degli U2, una formazione-tributo come tante altre, diranno i soliti sapientoni da salotto, superficiali e incompetenti. Nossignori. Piuttosto un gruppo di studio che segue con estremo rigore un preciso progetto filologico, mettendolo in pratica con correttezza di metodo. Ad ispirarlo, guidandolo idealmente in un viaggio lungo il quale le strade che non hanno nome finiscono per disvelare gradualmente la loro essenziale verità, il volume ‘One’ di Fra Federico Russo, un testo che tutti gli appassionati dei quattro dublinesi dovrebbero leggere e meditare. Perché fa capire quanto elevata sia la tensione verso l’assoluto che sta dietro e alla base di certi brani epocali, scolpiti a chiare lettere nella storia della musica moderna. Certifica quale sia la sete insaziabile di certezze di chi confessa di non avere ancora trovato quello che sta cercando. In una parola, conferma in pieno che il rock, quello vero, sincero e più ispirato, deve considerarsi a legittimo titolo una forma d’arte contemporanea, al pari della letteratura, e il Premio Nobel conferito a Bob Dylan anni fa è lì a testimoniarlo. Le performance dei Red Rocks, che di fatto costituiscono un momento divulgativo e didattico per i fans della prima e dell’ultima ora, ripropongono fedelmnte questo anelito che si fa inno lacerante, invocazione appassionata, preghiera profonda. Dialogo diretto, intimo e collettivo allo stesso tempo, con Dio. Quasi un rito sacro, portato in scena con voce sicura, modulata con autorevolezza, e arrangiamenti di squisita fattura. ‘Bellezza così antica e così nuova’, per citare Sant’Agostino. Sommo intercessore del divino che che Bono e compagni conoscono di certo. E parole che approverebbero, apprezzando i Red Rocks quali loro coerenti testimoni.
Sandro Candelora (Opinionista)























