iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno
L’ultimo consiglio comunale, conclusosi con un dibattito accesso che, a tratti, ha sfiorato i toni della rissa, ha riportato l’attenzione sul tema delle alienazioni delle proprietà comunali.  Proprio oggi, mentre il sindaco mette in vendita i locali occupati dal Conad in centro (affitto che oggi garantisce alle casse comunali una entrata annua di circa 50000 euro), corre l’obbligo di porre uno sguardo al passato sul pessimo affare per il Comune relativo alla vendita, nel 2014, di parte delle azioni Marche Multi Servizi. Il sindaco Gambini continua a difendere la scelta come un affare.
Facendo due conti la verità che appare è ben diversa Ricordiamo che a fine 2014 il Comune di Urbino, che possedeva il 3,53% delle azioni MMS, decise di vendere il 2,01% della quote, per i 2.043.132 euro, di cui 1.249.712 in denaro e il resto il un rudere o grezzo, che dir si voglia, del valore stimato di 750.000 euro inutilizzabile, ed un impegno da parte di MMS,  infine, a stipulare un contratto di affitto ( Durata 6 +6) di un edificando capannone, a 140.000 euro l’anno, contratto poi  girato per 10 anni, alla ditta privata che ha partecipato alla gara per la realizzazione del capannone in diritto di superficie. (fonte IL Ducato). Se noi applicassimo oggi gli stessi parametri con in valori dedotti dall’ultimo bilancio 2023 di MMS, quanto varrebbe il pacchetto azionario che il comune di Urbino vendette?  La risposta è, oltre  8.844.000 € a cui bisognerebbe aggiungere i mancati dividendi incassati pari a  1.325.193  €. Anche considerando di decurtare di una buona fetta questa cifra per tener conto dell’inflazione si può star certi che quella operazione ha tolto al comune di Urbino un valore capitale di circa 5/6000.000 di euro oltre a lasciagli sul groppone un immobile grezzo sempre più rudere il cui valore in 10 anni si è ulteriormente deprezzato. Davvero valeva la pena produrre un danno economico di questa entità per avere liquidità immediata che sarà finita in qualche chilometro di asfalti? Inoltre vogliamo  sottolineare il “messaggio politico” che in quegli anni sia la provincia che i comuni Urbino e Pesaro mandarono al partner industriale di MMS, cioè a Hera. Se i soggetti pubblici pensarono prioritariamente di cedere azioni secondo voi cosa avrà pensato Hera? Secondo noi avrà pensato che oltre alla missione di fornire servizi pubblici strategici, l’interesse prevalente  degli enti pubblici era ormai quello di incassare soldi e che Hera da partner accresceva il proprio ruolo a dominus. Un pessimo messaggio non indifferente per gli sviluppi successivi dei fatti. Ritornando all’oggi e all’ipotesi di alienazione dei locali comunali di cui si paventa la vendita possiamo affermare che, se Il problema del comune è avere risorse per la spesa corrente, la locazione di quei locali costituisce un’ entrata certa che va nella direzione giusta. Venderli  a quale logica corrisponderebbe? Abbiamo bisogno di denaro per investimenti? Ma se non riusciamo a mandare avanti nemmeno i progetti già finanziati dal PNRR! Allora qual è la logica? Fare un favore a qualcuno? Morale, qualche chilometro di asfalti. non giustifica la vendita di  ciò che dà un reddito.
Movimento 5 stelle Urbino/Urbino Rinasce

scarpe firmate
scarpe moda
arredamento interno
irish pub cantiano
moda donna