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MONTEFELCINO È sulla dirittura d’arrivo la costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile “CER Metauro Cesano”, che si preannuncia al momento cole la più grande delle Marche, promossa dalla Fondazione Art. 32 Onlus soci fondatori i Comuni di Terre Roveresche, Montefelcino, Fratte Rosa, Isola del Piano e Mondavio. Gli stessi che stanno completando gli atti utili per firmare l’atto costitutivo fermo restando che alla CER possono aderire sia altri enti locali che lo desiderano e anche i privati. Si susseguono nel territorio gli incontri per presentare la nuova iniziativa. L’ultimo in ordine di tempo c’è stato a Montefelcino. «Le finalità della CER sono molteplici e mirano a promuovere un modello energetico sostenibile, collaborativo e inclusivo – si legge nella presentazione del progetto -. La CER consente a un gruppo di utenti (es. famiglie, imprese, enti locali) di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, l’eolico o altre tecnologie verdi. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e favorire una transizione energetica verso un sistema a basse emissioni di carbonio». La comunità energetica rinnovabile «permette ai membri di consumare l’energia prodotta localmente da alcuni dei membri stessi, riducendo i costi. L’energia prodotta in eccesso può essere, infatti, condivisa tra i partecipanti aumentando l’efficienza del sistema e diminuendo le perdite di trasmissione». Per quanto attiene la sostenibilità ambientale «la CER favorisce la riduzione delle emissioni di gas serra, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. L’energia rinnovabile non emette CO2 durante la produzione, a differenza delle fonti fossili. Si promuovono così non solo la sostenibilità ambientale e l’indipendenza energetica, ma ha anche effetti positivi diretti e indiretti sulla salute, migliorando la qualità dell’aria, riducendo l’inquinamento e favorendo stili di vita più sani e resilienti». L’obiettivo finale che non può lasciare nessuno indifferente è «ridurre la dipendenza dalle reti tradizionali e dai fornitori esterni di energia. In caso di emergenza o interruzione della fornitura elettrica, la comunità può essere più resiliente grazie alla generazione locale di energia». I benefici economici per i partecipanti sono consistenti «poiché l’energia prodotta localmente è meno costosa rispetto a quella acquistata dalla rete. Inoltre, i membri della CER hanno la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto per la realizzazione degli impianti da fonte rinnovabile».

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