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Non semplice far parlare Vincenzino Mazzanti. Personaggio che preferisce non apparire ma che è senza dubbio artista a tutto tondo. Dalla pittura alla scultura attraverso la creazione di opere con impasto di paglia. Lo abbiamo incontrato a Colli al Metauro. “Ho iniziato da poco tempo e faccio queste creazioni semplicemente per il gusto di vedere i miei limiti nella riuscita del lavoro. È una sfida con me stesso, un desiderio personale”. Quali sensazioni prova al termine dell’opera? “Quando termino un lavoro non sono quasi mai soddisfatto del risultato e credo che la creazione sia cosa di poco conto. Questa sensazione di insoddisfazione mi dà stimolo per continuare in questa passione, dando il via immediatamente a un nuovo lavoro”.

Di conseguenza non avrà mai partecipato ad esposizioni? “Sono un autodidatta e ritengo che i miei lavori non siano tanto interessanti da essere esposti in pubblico. Metterli a fianco di celebri e rinomanti artisti mi sembra eccessivo. A onor del vero, tanti mi stanno chiedendo di partecipare a mostra pubbliche”. Quando ha iniziato? “Durante il periodo del Covid quando eravamo chiusi in casa. Ho cominciato per passatempo a fare piccole incisioni con dei coltellini su piccoli pezzi di legno. Sono così nate le prime piccole opere. Non soddisfatto, ho messo mano a pezzi di tronchi di pino più grossi creando figure, vere e proprie sculture di legno. Quindi ho avviato una lavorazione tutta nuova. Ho impastato della paglia con la colla al vinavil formando una poltiglia simile alla creta con la quale ho modellato un altro tipo di figure”.

Si avvale anche di colori? “Alle sculture di legno e a quelle di materiale di paglia impastata ho solo dato della vernice trasparente per mettere in risalto le figure. Mentre nei disegni su carta ho adoperato colori ad olio e acquarello”.

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A cosa si ispira per le sue creazioni? “Guardo delle foto o delle rappresentazioni che mi piacciono e cerco di riprodurle scolpendole in legno e plasmandole con pasta di paglia. Anche i grandi artisti di pittura o scultura di un tempo avevano modelli che posavano per loro. Oggi riprodurre con la foto è più difficile, perché non si ha la figura tridimensionale come potrebbe essere un modello, la foto ti mostra un’ottica piatta”.

Ma prima del Covid non aveva mai pensato a realizzare disegni o incisioni?  “No, assolutamente no. Non ho neanche alcun ricordo di come andavo nelle materie artistiche durante il periodo scolastico”. Chi è Vincenzino Mazzanti? “Un settantenne pensionato che ha trascorso la sua vita lavorativa in officina meccanica come autoriparatore. Non sono neanche particolarmente acculturato avendo frequentato solo le scuole secondarie di primo grado”. Cos’è allora l’arte per lei? “Rimango estasiato dai capolavori dei grandi artisti e la considero una trasmissione del pensiero attraverso le immagini. Per me, nello specifico, un piacevole passatempo”.

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