
Con protocollo dell’8 aprile 2025, la Direzione Medica dell’AST Pesaro-Urbino ha disposto la chiusura del reparto di Medicina d’Urgenza afferente al Pronto Soccorso di Urbino. Un fatto gravissimo, che ho immediatamente denunciato con un’interrogazione a risposta urgente discussa oggi in Consiglio regionale. Nonostante l’evidenza di un documento ufficiale che parla chiaramente di “chiusura Medicina d’Urgenza e contestuale ampliamento dotazione posti letto Medicina interna/LPA di Urbino”, l’assessore Saltamartini ha incredibilmente negato la realtà. Una posizione inaccettabile, che conferma ancora una volta l’approssimazione e l’irresponsabilità con cui questa Giunta regionale sta gestendo la sanità pubblica marchigiana. Una scelta priva di qualunque logica clinica e gestionale, dettata dall’unico obiettivo di ridurre il ricorso ai medici delle cooperative private – i cosiddetti “gettonisti” – che fino a oggi hanno operato presso l’ospedale urbinate a costi esorbitanti per le casse pubbliche. In aula ho ricordato all’assessore che questa è la vera politica sanitaria della Giunta Acquaroli: impoverire le risorse regionali, umiliare i medici dipendenti sul piano economico e professionale e scaricare le inefficienze gestionali sui cittadini. La chiusura della Medicina d’Urgenza avrà conseguenze pesantissime per tutta l’area interna, poiché quel reparto rappresentava una valvola di sfogo indispensabile per il Pronto Soccorso, già oggi sotto pressione per il carico di lavoro quotidiano. I 5 posti letto destinati alle urgenze vengono ora trasferiti alla Medicina Generale, una struttura con funzioni e competenze diverse, che non può e non deve sostituire un’unità deputata alla gestione delle emergenze acute. Il risultato sarà l’aumento dei rischi per i cittadini, tempi d’attesa ancora più lunghi e un ulteriore sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Ancora una volta la destra marchigiana dimostra incapacità gestionale e totale disinteresse per la salute pubblica. Rimane incomprensibile e inaccettabile il silenzio dell’amministrazione urbinate, evidentemente più preoccupata di non disturbare i referenti politici regionali che di tutelare i diritti dei cittadini.
Marta Ruggeri, Capogruppo M5S in Consiglio Regionale






















