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“Diventando una violinista – esordisce la pesarese Caterina Matacena – sono entrata in un mondo fantastico, fatto di emozioni e di viaggi, con tournée per il mondo come Corea, Cina, Giappone e tante città europee. Ho visto luoghi, teatri, auditorium e chiese meravigliose che non avrei sicuramente mai potuto vedere se non avessi fatto questo lavoro”. Come si è avvicinata alla musica e quale è stato il suo percorso? “Lo devo a mio padre, che essendo un’amante della musica e non avendola mai potuta studiare, ha instradato me e le mie sorelle al mondo musicale già in tenera età. Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo mi sono diplomata alla scuola d’arte. Successivamente ho frequentato il Conservatorio Rossini di Pesaro diplomandomi in violino e didattica della musica. Inoltre mi sono specializzata sull’insegnamento del sostegno e all’abilitazione del insegnamento del violino nelle classi secondarie di secondo grado. Sono ormai molti anni che insegno all’I.C.G. Gaudiano di Pesaro, come docente nel ruolo di sostegno ed utilizzo la musica come strumento compensativo con i miei alunni disabili, che grazie ad essa fanno enormi progressi nelle autonomie ed anche a livello didattico”. Come è nata la scelta del violino? “Non è stata una mia scelta e all’inizio questo strumento non era il mio preferito, ma con il passare del tempo è diventato una vera e propria passione. L’incontro con il violino è iniziato sui sei anni dopo una parentesi iniziale in cui avevo intrapreso lo studio del pianoforte, ma visto i scarsi risultati con quest’ultimo strumento, ho scelto il violino”.

Il violino è uno strumento passionale, lei cosa prova nel suonarlo? “Le emozioni sono innumerevoli e dipende dalla musica suonata in quel momento. Preferisco e mi colpiscono profondamente le sinfonie ed opere della fine ‘800 ed inizi ‘900, perché scaturiscono in me, in base allo stato d’animo di quel momento, diversi sentimenti come malinconia, gioia, tristezza o passione”. Ci sono delle emozioni nel salire sul palco? “Quando il teatro è pieno ed il pubblico è attento e caloroso vengo emotivamente coinvolta. Ci si sente importanti e responsabili della buona riuscita del concerto. Spesso mi sento un tutt’uno con i miei colleghi d’orchestra, perché è l’insieme degli elementi musicali che fanno musica e donano bellissime emozioni”.

Cosa pensa di trasmettere al pubblico in un concerto? “Penso che ogni ascoltatore  provi emozioni diverse. Lo spettatore che viene a teatro ha la sua storia, la sua vita ed i suoi sogni, per cui si farà coinvolgere in maniera differente. La più grande realizzazione per un artista nel suonare  un’opera è nel riuscire a dare alle persone delle emozioni e farle trasportare in un mondo di fantasia e di sogni”. Qual è il suo ruolo in un’orchestra e dove suona? “Sono professoressa d’orchestra, violinista di fila ed in alcune produzioni concertino dei violini secondi. Suono nell’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro, una realtà a cui sono molta affezionata da tanti anni. Per me questo gruppo è diventato una seconda famiglia, con la quale ho condiviso momenti indimenticabili, per cui ringrazio il presidente Saul Salucci e tutto lo staff che mi ha permesso negli anni di farne parte e che tutt’ora ne sono membro stabile”.

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Quali sono state le esibizioni di  maggior rilievo e qual è stata la più emozionante? “In vent’anni di carriera sono moltissime, come il Rossini Opera Festival, le opere e concerti sinfonici nei vari teatri delle Marche e regioni italiane. Altrettanti sono  stati i concerti con prestigiosi musicisti del calibro Bocelli, Massimo Quarta, Giovanni Gnocchi, Jan Diego Florez ecc. così come ho lavorato con i tanti  cantanti in voga in Italia. Le esibizioni sono tutte emozionanti, ma forse quella più coinvolgente è stata la tournée del 2011 in Giappone, dove vi erano teatri ed auditorium fantastici con formidabili acustiche. Inoltre appassionante è stata la vicinanza con la popolazione giapponese, che colpita dallo spaventoso tsunami di quell’anno, ha reso i nostri concerti una commemorazione dei loro morti in quel spaventoso disastro”.  Cos’è la musica per lei? “La musica ruota attorno alla mia vita da sempre, dalla famiglia all’orchestra e alla scuola. La musica è fondamentale a livello personale e mi è indispensabile nella mia didattica di insegnante di sostegno”. Sogni e programmi futuri? “Anche se nel campo della musica tutti i miei sogni sono stati realizzati, vorrei poter continuare a fare musica a questo livello per tanti anni ancora. Spero di poter vivere altre indimenticabili esperienze con la mia orchestra e magari in giro per il mondo”.

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