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di Anna Maria Polidori

“Le stelle del balletto lavorano accanto ai solisti e ai ballerini per l’allenamento giornaliero. Li rispetto molto per il duro lavoro che fanno quotidianamente”. Vitalij Zherdev, insegnante universitario all’Accademia di Stato di Arte e Design di Kharkiv continua a far parlare di sé grazie a mostre espositive che lo hanno spinto sino a Milano. Il professore era arrivato a Senigallia appena scoppiata la guerra in Ucraina. Nel 2023 aveva esposto a Jesi una mostra di volti di bambini ucraini, danzatori e monaci ortodossi. A Urbino i suoi lavori avevano visto la luce nella Casa di Raffaello e a Gradara presso i locali del Palazzo Rubini Vesin e della Casa del Gufo.

Ma adesso, dov’è arrivato Zherdev e cosa sta facendo? Da oltre un anno, intrigato ed affascinato dalla bellezza del genio di Franco Zeffirelli, Vitalij ha raggiunto il figlio Pippo curatore della Fondazione approfondendo la realtà zeffirelliana in tutte le sue sfaccettature e finendo per vivere a Firenze, dove insegna alla Florence Classical Arts Academy. La passione per il balletto lo continua a spingere a Milano, dove, da più di un anno segue l’Accademia di Balletto Ucraina.

“Posso osservare il dietro le quinte, gli allenamenti dei ballerini. Un vero privilegio”.

C’è osservazione per i movimenti, per i corpi di questi danzatori che si librano come piume nell’aria.

“Una nuova generazione” ci dice,  ma anche il desiderio di ritrarli.

Così Vitalij ha creato una nuova mostra di 40 ritratti lanciata nell’Accademia Ucraina questo 30 maggio, dal titolo: «La Danza Attraverso gli Occhi».

“Considero una grande possibilità potermi esibire in questi luoghi”.

Mi dica prima che fine hanno fatto i ballerini che lavoravano nei teatri ucraini e con cui era in contatto.

«Sono andati tutti da qualche altra parte a causa della guerra. Però, sa: nonostante le condizioni del Paese siano ora così miserabili, la cultura resiste».

Vitalij ha lasciato l’orrore per trovare una grande bellezza da noi.

“Da quando me ne sono andato da Kharkiv, ho avuto la possibilità di visitare i vostri più bei teatri, dalla Scala di Milano all’Opera di Roma, incontrando le stars del balletto. Questo per me ha voluto dire poter ritrarre tra gli altri Roberto Bolle, Nicoletta Manni e suo marito Timofej Andrijashenko, Davide Dato, primo ballerino al Weiner  Staatsballett”.

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Che cosa le piace di questa sua nuova esperienza milanese con l’Accademia?

“Vedo il miracolo che giorno dopo giorno si compie sul palco. Il lavoro artistico si cela dietro la bellezza. Queste performances dell’Accademia richiedono decine di partecipanti e sono grandi produzioni. Penso al Don Chisciotte”.

Ringrazia la direttrice dell’Accademia di Balletto Caterina Calvino Prina perché, ammette Vitalij “È un mentore straordinario, meraviglioso. Ha creato un team fantastico. Queste dell’Accademia con lei non sono più semplicemente mura ma persone che hanno creato un ambiente altamente singergico tra luoghi meravigliosi”.

I ballerini rappresentano i lavori tanto al Teatro degli Arcimboldi che al Carcano. Non manca un ringraziamento per Ekaterina Dalskaya e tutti gli insegnanti.

“Milano ha grandi scuole di balletto e c’è sempre il pienone per gli spettacoli”.

Come giudica questa sua nuova esposizione?

“Un bilanciamento tra arte ed esibizione. Gli studenti infatti hanno aperto la mostra danzando. Quando vedi un loro spettacolo hai la netta percezione di essere dentro l’evento”.

Che ci può dire invece di Firenze?

“Amo trascorrere del tempo in Piazza della Signoria e nel giardino delle Rose, vicino Piazzale Michelangelo. La città è fertile di concerti all’aperto in questa stagione. Anche stasera ce ne sarà uno”.

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