Con l’arrivo dell’estate, nelle Marche si apre una nuova stagione dedicata al tartufo nero estivo (Tuber aestivum Vitt.), un aromatico fungo ipogeo dal profumo delicato ed inconfondibile, apprezzato a tavola quanto nei boschi che ne preservano l’autenticità. Dal 1° giugno e fino all’ultima settimana di agosto, le colline marchigiane, in particolar modo quelle dell’entroterra pesarese, diventano terreno di raccolta e quest’anno, grazie alle copiose piogge di inizio anno, i primi risultati del raccolto sono davvero promettenti.
Ad Acqualagna, paese famoso in tutto il mondo per il suolo ruolo centrale all’interno della filiera, questo inizio di stagione è stato accolto più che positivamente da parte di tutti gli addetti ai lavori. L’ottimo avvio è testimoniato dai prezzi molto accessibili legati al tartufo estivo, detto volgarmente anche “scorzone”, e il trend positivo potrebbe portare qualche speranza anche verso la raccolta più attesa dell’anno, ovvero quella del tartufo bianco la cui precedente stagione non è stato affatto positiva.
Ottimismo diffuso anche in Regione che negli anni ha iniziato ad investire e a far diventare il tartufo nero estivo un prodotto d’eccellenza, nonché un elemento chiave del turismo enogastronomico estivo. L’impegno verso la tartuficoltura, unito alla promozione dei territori interni, tra tradizione e innovazione, assegna al tartufo un ruolo di rilievo nella ripresa post-sisma e nello sviluppo sostenibile.
La stagione 2025 del tartufo nero estivo nelle Marche, quindi, si preannuncia di grande valore: abbondanza, qualità, prezzi accessibili e un calendario ricco di eventi rendono questo fungo ipogeo un protagonista assoluto dell’estate marchigiana. Per intenditori e curiosi, è finalmente il momento di scoprire, sentire e assaporare uno dei tesori sotto il suolo regionale.






















