Baldelli e Ceriscioli
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“La politica e l’opinione pubblica non lascino cadere nel vuoto lo sfogo del coordinatore infermieristico delle Postazioni Territoriali dell’Emergenza Sanitaria (Potes) che contesta duramente la delibera di Giunta Regionale 751 del 16 giugno”.

A parlare è Francesco Baldelli vice presidente Anci che aggiunge: “La delibera in questione – afferma Baldelli – in prima linea nella difesa della sanità marchigiana – esclude infatti l’entroterra e l’ospedale di Urbino, che ha svolto un lavoro egregio durante la pandemia, dal potenziamento della rete ospedaliera a seguito dell’emergenza Covid 19. Era stato il Governo a chiedere alle Regioni di riorganizzare le strutture ospedaliere, incrementandone la dotazione di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva, per renderle pronte nel caso di nuove emergenze pandemiche. In tale ottica, le Marche dovevano incrementare la disponibilità di posti letto di 212 unità. E cosa è accaduto? Il solito sopruso nei confronti del diritto alla salute dei cittadini e delle strutture ospedaliere dell’entroterra che non sorge – come alcuni vorrebbero far credere – da una distinzione tra ospedali Covid e no-Covid (che dovrebbe giustificare l’esclusione dell’entroterra dalla ripartizione di tali posti letto) ma dalle scelte politiche regionali. L’esclusione è, difatti, la diretta conseguenza dei piani regionali di smantellamento della sanità e degli ospedali di tutto l’entroterra, compreso il presidio di Urbino, con l’ostinata finalità di realizzare l’ospedale unico provinciale. La previsione dell’ospedale unico, dopo aver portato alla chiusura degli ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro; dopo aver depotenziato quelli di Pergola e Fano; ora assorbirà completamente tutte le risorse disponibili per l’assistenza ospedaliera nella nostra provincia. La Regione non dovrebbe dunque solo ritirare o modificare la delibera n. 751, approvata martedì scorso dalla giunta Ceriscioli, ma dovrebbe cancellare il progetto di realizzazione dell’ospedale unico provinciale. Se non si interverrà in tal senso, si negherà definitivamente il diritto alla salute e alla vita dei cittadini dell’entroterra. Peraltro, la politica del Pd di Ceriscioli e Mangialardi creerà seri problemi di assistenza ospedaliera anche ai cittadini della costa, che vedono ormai sovraffollate le loro strutture. Un’ultima considerazione. I rappresentanti politici che in queste ore si stanno esprimendo contro l’ennesima prevaricazione nei confronti della sanità delle aree interne – continua Baldelli che è anche uomo di punta marchigiano di FdI – abbiano il coraggio di chiedere la riscrittura del piano sanitario regionale, la cancellazione della previsione degli ospedali unici provinciali, la riapertura degli ospedali chiusi, il rafforzamento dei presidi depotenziati, la restituzione dei posti letto tagliati, il recupero degli investimenti persi sul personale. Diversamente, sono solo farse per recuperare una qualche credibilità fra i cittadini in vista delle prossime elezioni. Anche perché, alcuni di coloro che oggi protestano, sono stati fino a ieri la stampella di Ceriscioli e della sua distruttiva politica sanitaria”.    

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