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Fischietti, pentole e trombette per fare rumore e svegliare le coscienze sulla tragedia che si sta compiendo a Gaza, in Palestina. Almeno quattrocento fanesi, secondo una stima degli organizzatori, hanno partecipato ieri sera al presidio pacifista in piazza Clemente VIII, davanti al Duomo di Fano. La partecipazione è stata così numerosa, perfino inattesa, che tante persone hanno trovato posto solo in via Arco d’Augusto, a destra e a sinistra della piazzetta. Striscioni che rinnovano la richiesta di cessate il fuoco e di sanzioni nei confronti di Israele; alcuni interventi tra spontanei e programmati. “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”, è scritto in un testo diffuso ieri sera dal Gruppo pace e disarmo di Fano, il nome plurale delle oltre venti associazioni che hanno organizzato il presidio locale, in adesione all’iniziativa promossa in tutta Italia dal collettivo Ultimo giorno di Gaza. “Vogliamo rompere questo mostruoso muro di silenzio”, che gli organizzatori rimproverano alla comunità internazionale rispetto alla sorte della popolazione civile a Gaza. Un “silenzio di morte”. Gravissime le accuse rivolte a Israele.

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