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Le associazioni Olinda, ANPI Sez, Cagli, Lupus In Fabula, La Pioletta, Il Girotondo, La Battaglia di Paravento ed Emergency, insieme e cittadini e cittadine attivisti e attiviste per la Pace compiono un piccolo ma importante gesto di disubbidienza civile per mantenere alta l’attenzione sulla Global Sumud Flottilla e su Gaza.

Pubblichiamo il loro comunicato

“Israele attacca il diritto internazionale e Cagli risponde con un piccolo gesto di disobbedienza civile a supporto dell’azione non violenta della Global Sumud Flotilla, tappezzando i suoi monumenti più famosi e i suoi angoli con le bandiere della Palestina.
La Global Sumud Flottilla composta da 44 imbarcazioni provenienti da tanti paesi diversi e da centinaia di volontari, tra i quali giornalisti ed europarlamentari, è un’iniziativa pacifica ed autofinanziata il cui scopo è rompere il blocco navale israeliano illegittimo su Gaza.
Non si tratta tanto di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese ormai allo stremo – gli attivisti che la compongono sapevano benissimo che sarebbero stati fermati – ma di attirare l’attenzione del mondo sul genocidio che si sta compiendo e dare a un messaggio di resistenza non violenta alle continue violazioni da parte di Israele del diritto internazionale e umanitario. Sostituendosi ai Governi di tutto il mondo rimasti inermi per anni.

Il suo obiettivo è mostrare che, nel 2025, c’è ancora chi osa sfidare il blocco, la legge dell’assedio, l’idea che un intero popolo possa essere murato vivo. In questo ha avuto successo: ha riportato in piazza, in molti Paesi europei, una moltitudine che va ben oltre i tradizionali schieramenti “pro-Palestina” persino dentro l’opinione pubblica di destra, negli Stati Uniti come in Italia. Così come le centinaia di migliaia persone scese in piazza in questi mesi a Tel Aviv e Gerusalemme.

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E questo sta avendo un impatto sui governi.
La notte tra mercoledì e giovedì mentre la Flotilla era ancora in acque internazionali l’IDF, l’esercito israeliano, ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di ostilità nei confronti dei Paesi di cui le diverse imbarcazioni portano battente e bandiera.

Le barche sono state dirottate da militari armati fino ai denti al porto israeliano di Ashdod e i volontari, che non hanno opposto alcuna resistenza, sono stati portati al centro di detenzione di Ketziot, tristemente noto per le torture e i maltrattamenti.

Per tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo abbiamo deciso di compiere un piccolo gesto simbolico per dimostrare ai volontari e alle volontarie della Sumud Flotilla la vicinanza di Cagli, mentre in tutta Italia le persone si mobilitano, associandoci alla manifestazione di Luci per la Palestina – 100 Ospedali per Gaza e allo sciopero generale di ieri”.

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