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L’ex ferrovia? «Facciamone un’autostrada informatica». L’associazione Fiab Marche rilancia una proposta degli ambientalisti fanesi, sostenendo che il percorso della vecchia Fano-Urbino è l’ideale per posare la fibra ottica. Sarebbe il primo decisivo passo verso «uno sviluppo integrato nella vallata del fiume Metauro». Argomenta l’associazione di protezione ambientale: «Non sorprende che la posa della fibra ottica sia in forte ritardo anche nella nostra provincia. Già nel 2015 il quotidiano La Stampa riportava che, per scavare una trincea di 10 chilometri, in Italia occorrevano anche 23 permessi, spesso accompagnati dalla richiesta di sistemare tutta la strada interessata dal semplice passaggio di un tubo largo una decina di centimetri a una profondità di circa 40; problemi evidentemente non superati neanche dal cosiddetto regolamento scavi, che doveva semplificare i lavori grazie a mini trincee. Risultato? Italia agli ultimi posti in Europa in un servizio essenziale per imprese e famiglie». Continua l’intervento di Fiab: «Eppure è noto che lo sviluppo della banda larga vada di pari passo con la crescita del Pil e dell’occupazione; oggi il progresso viaggia non solo sulle ruote, ma soprattutto su autostrade informatiche. Esempi positivi esistono anche in Italia e dipendono dalla capacità di superare resistenze burocratiche e posizioni ideologiche, come nella valle del Metauro dove, sfruttando il sedime abbandonato dell’ex ferrovia, si potrebbero cablare circa 50 chilometri fra costa ed entroterra: una sola autorizzazione dalla proprietà (Rfi), nessun incrocio con altri sottoservizi, zero impatto ambientale ed enorme risparmio di tempo e denaro; l’ipotesi è già stata trasmessa agli uffici regionali, auspicando che se ne tenga conto nel progetto esecutivo della pista ciclopedonale prevista lungo i binari». Secondo Fiab, in conclusione, l’ex ferrovia può diventare quella autostrada informatica che risulterebbe tanto più utile oggi dopo la brutta esperienza del confinamento: «La pandemia, le norme anti contagio e l’improvvisa esplosione del telelavoro hanno moltiplicato la richiesta di fibra ottica. Già un paio di anni fa erano interessati a posarla investitori privati, che potrebbero fare la loro parte in un progetto vantaggioso per l’economia e la qualità della vita, in particolare nelle aree interne penalizzate dall’isolamento. Un’occasione imperdibile per realizzare un’infrastruttura, forse tra le prime in Italia, che integra mobilità sostenibile e connessioni via cavo; un esempio di come si possono raggiungere gli obiettivi europei abbattendo burocrazia e procedure troppo complesse».

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