Gran parte dell’Appennino marchigiano a rischio esclusione dai fondi. M5S chiede alla Giunta di opporsi ai criteri della Legge Nazionale sulla Montagna. La Consigliera Ruggeri (M5S): “Serve un’azione congiunta per includere l’intero Appennino e ottenere una vera fiscalità di vantaggio.”
La Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, ha depositato una mozione per impegnare la Giunta Regionale delle Marche a contrastare i criteri restrittivi di classificazione dei Comuni Montani previsti dalla Legge Nazionale n. 131/2025, che rischiano di estromettere gran parte dell’Appennino marchigiano dai benefici e dalle risorse statali. Il provvedimento nazionale, pur nascendo con l’obiettivo di contrastare la crisi demografica e valorizzare la Montagna, ha sollevato forti perplessità da parte dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) a livello nazionale e regionale.
“La Legge 131/2025, così com’è impostata, è una scatola vuota che rischia di penalizzare fortemente la nostra regione, mancando di risorse aggiuntive concrete e dipendendo in modo eccessivo da una quindicina di decreti attuativi,” dichiara la Consigliera Ruggeri. “La criticità più grave, per le Marche, è però l’impiego di criteri di classificazione dei Comuni Montani che rischiano di escludere di fatto una larga parte dei nostri Comuni appenninici, che pur non essendo d’alta quota, presentano le medesime e drammatiche fragilità ambientali, economiche e sociali dei territori montani”.
“La mozione presentata” prosegue la Consigliera pentastellata “chiede alla Giunta Regionale di agire con la massima urgenza e determinazione per esprimere un dissenso ufficiale in Conferenza Unificata Stato-Regioni su qualsiasi decreto attuativo che penalizzi l’Appennino marchigiano con criteri altimetrici esclusivi, e, di conseguenza, di mobilitarsi attivamente presso Governo e Parlamento per richiedere l’introduzione di parametri socio-economici, demografici e di fragilità territoriale nella classificazione, al fine di cogliere le specificità dell’Appennino centrale. Se l’intenzione da parte del Governo è confermare come criterio, presente nella vecchia Legge, i 600 metri di altitudine, alzeremo le barricate tanto in Regione quanto in Parlamento. Ma ve lo immaginate un Comune come Pietrarubbia, situato alle pendici del Monte Carpegna ad una altitudine di 572 metri essere escluso?”
“Ricordo che la stessa UNCEM Marche ha lanciato un appello esplicito alla Regione affinché si neghi l’intesa su qualsiasi decreto che penalizzi il nostro Appennino. La montagna, come riconosciuto dalla stessa Legge, è strategica. Non possiamo accettare che i nostri territori, già martoriati da spopolamento e carenza di servizi, vengano lasciati fuori da misure di sostegno essenziali. La Giunta regionale deve immediatamente farsi portavoce del nostro intero Appennino, garantendo che le Marche siano incluse a pieno titolo nelle politiche di sviluppo e che si ottenga finalmente una vera fiscalità differenziata, l’unico strumento in grado di sostenere la crescita e invertire la tendenza allo spopolamento” conclude Marta Ruggeri.






















