Con il termine del 2025, anche ad Acqualagna è tempo di bilanci. Archiviata la 60esima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, la vita amministrativa del piccolo paese dell’entroterra pesarese viene posta sotto l’attento esame del gruppo di opposizione guidato da Laura Biagiotti che esprime non poche perplessità su alcune scelte legate al 2026.
“Ad Acqualagna l’anno nuovo non porta buoni auspici, ma una serie di pesanti aumenti dei tributi locali. Più che un regalo, per molti cittadini si tratta di una vera e propria “stangata sotto l’albero”, come denunciato con forza dai Consigliere Comunali Laura Biagiotti, Oriana Spini e Vegliò Luca. Le nuove misure colpiscono trasversalmente ogni fascia d’età, dai neonati agli anziani, mettendo in seria difficoltà il bilancio delle famiglie residenti, incluse le frazioni di Smirra, Ca’ Rio, Abbadia di Naro e Montepaganuccio. L’aliquota IMU subisce un’impennata, passando dallo 0,95% al 1,06% (un aumento dell’11%). Questa scelta penalizza duramente chi ha ereditato la casa dei genitori — non per lusso, ma come sacrificio di una vita — in un mercato immobiliare dell’entroterra dove vendere è quasi impossibile. Il rischio è duplice: un salasso per i proprietari o un inevitabile aumento dei canoni d’affitto per gli inquilini. Per le giovani famiglie il colpo è doppio. Le tariffe dell’asilo nido vedono la quota fissa balzare da 305,00 € a 367,00 €, a cui va aggiunta la quota di presenza giornaliera di 4,00 €. Il risultato, una famiglia con un bambino che frequenta il nido a tempo pieno arriverà a pagare circa 447,00 € al mese. Ma non dimentichiamo la beffa, a fronte di un costo maggiore, il servizio viene ridotto: la chiusura è stata anticipata dalle 18:30 alle 17:30, creando enormi disagi ai genitori lavoratori. Non va meglio per gli anziani non autosufficienti della Casa di Riposo di Acqualagna.; la retta giornaliera per i non autosufficienti sale da 48,33 € a 55,90 €.; per le persone affette da demenza, si passa da 51,78 € a 59,35 €. Questo si traduce in una spesa aggiuntiva di circa 2.700 euro l’anno per famiglia (+16% circa), un carico pesante che si somma ai rincari dei servizi all’infanzia e delle tasse comunali.”
“Mentre si chiedono sacrifici ai cittadini, emergono dubbi sulla gestione dei fondi pubblici, ad esempio, sul Trasporto Scolastico. Destano perplessità i 40.000 euro per un appalto di soli sei mesi, assegnato tramite affido diretto. Una cifra che appare sproporzionata per un periodo così breve. Oppure la Duplicazione dei Servizi, infatti è stata finanziata l’apertura di un nuovo sportello d’ascolto per le donne tramite la società Gens Nova, nonostante il Comune avesse già siglato un protocollo con Prefettura e Forze dell’Ordine per l’Ambito Territoriale (ATS3), che prevede già uno sportello attivo nella vicina Cagli. Perché spendere soldi dei cittadini per duplicare servizi già esistenti? In conclusione, i consigliere Oriana Spini, Laura Biagiotti e Vegliò Luca, ribadiscono con fermezza che il quadro emergente è quello di un’amministrazione che ha scelto la strada più semplice, ma anche la più dolorosa per la comunità: aumentare la pressione fiscale al massimo consentito dalla legge.”
“Questa manovra appare priva di una visione strategica per l’ottimizzazione delle spese e soprattutto, manca di una reale tutela per le fasce più deboli della popolazione, che si ritrovano a pagare il prezzo più alto. “La domanda che poniamo all’Amministrazione e a tutti i residenti è semplice ma doverosa,” dichiarano Biagiotti, Spini e Vegliò, “quali servizi aggiuntivi o quali miglioramenti stanno ricevendo i cittadini di Acqualagna per giustificare questi rincari pesantissimi? Vediamo tasse al massimo e tariffe alle stelle, ma non vediamo un ritorno proporzionato nella qualità dei servizi offerti. È un Natale di sacrifici che non trova riscontro in una gestione oculata e trasparente delle risorse pubbliche”.






















