«Il lavoro è un diritto costituzionale e la sua tutela, a partire dalla sicurezza, non può più essere rimandata». Con queste parole la consigliera regionale Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, annuncia la presentazione di una mozione (la cui discussione si svolgerà martedì) che impegna la Giunta delle Marche ad attivarsi nei confronti di Governo e Parlamento per sostenere l’istituzione della Procura Nazionale del Lavoro.
Un’iniziativa che si inserisce nel solco dell’impegno avviato nel 2023, quando il tema fu portato per la prima volta all’attenzione dell’Assemblea legislativa regionale, senza però essere discusso, a fronte di dati già allora allarmanti: 28 morti e 16.918 infortuni sul lavoro nelle Marche. A distanza di due anni, la situazione resta grave: nei primi dieci mesi del 2025 si contano 14.146 infortuni, di cui 25 mortali (dagli ultimi dati pubblici ufficiali). L’anno che è appena iniziato a livello nazionale ha purtroppo confermato questa tragica emergenza, con già 5 persone morte sul lavoro.
«Numeri inaccettabili – sottolinea Ruggeri – che dimostrano come le misure finora adottate non siano sufficienti. Senza controlli efficaci, coordinamento e un’azione giudiziaria realmente specializzata, la strage nei luoghi di lavoro non si ferma».
La mozione richiama i disegni di legge presentati dal Movimento 5 Stelle, oggi confluiti in un disegno di legge depositato al Senato, che prevede l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, sul modello della Procura nazionale antimafia, per affidare le indagini a magistrati specializzati e garantire uniformità ed efficacia su tutto il territorio nazionale.
Accanto all’impegno verso Governo e Parlamento, la mozione chiede alla Regione Marche di rafforzare le politiche di prevenzione, attraverso incentivi alle imprese che investono in sicurezza, bandi per tecnologie innovative, programmi di educazione alla sicurezza e una maggiore collaborazione con INL, INAIL e Vigili del Fuoco.
«La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un investimento sulla vita e sulla dignità delle persone – conclude Ruggeri –. Dopo anni di parole, è il momento di passare ai fatti. Le Marche devono fare la loro parte».






















