legno
carne
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
di Enrico Tosi

Molto probabilmente, è stato lui il primo Vulòn: “L’Aiutante di Campo del Generale di Divisione Duhesmes Commandante della Piazza”. Siamo nei primi anni dell’Ottocento e a Fano, come in buona parte dell’Italia, comandano i francesi di Napoleone. Ce lo immaginiamo, questo  “Commandante”, altezzoso e pieno di boria, dire ai fanesi come, in tempo di Carnevale, devono comportarsi in Teatro, il luogo delle feste ma anche della trasgressione:  “Nous voulons” che

– nessuno si fermi all’ingresso del Teatro;

– se il diritto di ingresso gratis fosse ceduto ad altri, il loro nome dovrà essere “registrato in un Tabellone da tenersi affisso in detto Ingresso”;

– “Le Maschere non potranno avere l’Ingresso in Teatro senza Licenza in iscritto del “Commandante”;

– lo stesso vale per “Persone trasvestite e trasformate in maniera da non poter esser conosciute”;

– per “ripetere qualche pezzo di Musica”, serve la “licenza del Commandante”;

– nessun attore o attrice “replicherà verun pezzo di Musica senza licenza come sopra”;

scarpe firmate

sono vietati “il fischio, l’urlo, e qualunque menoma ingiuria, bastando il silenzio a rimarcare il poco incontro”;

 – in platea ognuno “dovrà stare seduto al suo banco”;

– “È proibito anche il vagare per la Platea”;

eccetera, eccetera.

Altrimenti, “Chiunque contravverrà a ciascuna delle suddette ordinazioni …  sarà rigorosamente punito con l’arresto ed altro gastico”. Insomma, comanda lui e decide lui, l’ultimo arrivato! Ce n’è abbastanza per un popolo che, da secoli, e proprio durante il Carnevale, era abituato a disobbedire a un potere ancora più forte, quello della Chiesa; e si è vendicato affibbiando al “Commandante” quel nome che da allora identifica chi, sopravvalutando sé stesso, dimostra arroganza e vanagloria: Vulòn!

irish pub cantiano
arredamento interno
scarpe moda
moda donna