Il consigliere regionale Marta Ruggeri
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Leggo che oggi Confindustria difende senza esitazioni l’aumento del 27% delle tariffe deciso da Marche Multiservizi, passato da 137 a 175 euro a tonnellata. Un aumento pesantissimo che colpisce le imprese del nostro territorio.

Ma qualche domanda è inevitabile.

Dov’era Confindustria quando denunciavamo che le discariche si stavano saturando e che, senza una pianificazione seria, saremmo finiti in emergenza per accogliere rifiuti da fuori provincia e fuori regione al solo fine di incrementare gli utili del business dei rifiuti? Dov’era quando si continuava a rinviare ogni scelta strutturale, costringendo il nostro territorio a esportare rifiuti altrove, con costi sempre più alti?

Oggi ci dicono che la soluzione è il termovalorizzatore. Ma sanno bene che non esistono incentivi e che quindi il conto anche economico, e non solo ambientale, lo pagheranno interamente imprese e cittadini. E allora abbiano il coraggio di dire dove vogliono costruirlo. Perché quando si parla di Fano o Corinaldo, i sindaci – entrambi di centrodestra – hanno già detto chiaramente no.

E poi c’è un fatto che non può essere ignorato: mentre aumentano le tariffe, Marche Multiservizi continua a produrre utili milionari. Devono pagare le imprese i costi di scelte strategiche sbagliate, come quella della maxi discarica di Riceci bocciata dai tecnici, da tutta la politica e anche dai giudici, che ha visto elargire oltre tre milioni di euro (per metà pubblici) a un partner di San Marino per progettare un impianto che avrebbe devastato il territorio? Quindi la domanda è semplice: davvero l’unica soluzione è far pagare di più imprese e cittadini?

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Noi non siamo mai stati quelli del “no” e basta, come qualcuno racconta per comodità. Siamo quelli delle proposte: riduzione dei rifiuti, recupero di materia, impianti coerenti con l’economia circolare e una programmazione seria, che questa Regione non ha mai voluto fare.

Il vero fallimento è di chi non ha programmato, ha sbagliato le scelte operative  e oggi presenta il conto agli altri.

E adesso qualcuno vorrebbe far credere che la colpa sia di chi, da anni, prova a evitare esattamente questo disastro. Le aziende, per serietà, dovrebbero chiedere come noi incentivi per ridurre gli imballaggi o renderli più sostenibili, invece di pensare che più rifiuti si producono meglio è perché tanto il termovalorizzatore va alimentato giorno e notte. Una bella scorciatoia in barba alla decarbonizzazione che l’Europa ci chiede.

Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

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