FOSSOMBRONE Nell’albo pretorio del Comune di Fossombrone sono state pubblicate due segnalazioni per «abuso edilizio e assenza di autorizzazione paesaggistica» alla Procura della Repubblica di Urbino nei confronti della ditta Boscarini Costruzioni s.r.l. di Belforte all’ Isauro titolare dell’impianto di bitumazione destinato a Ghilardino a seguito del trasferimento degli impianti dal Barco nello stesso Comune. In entrambi i casi, in data 6 luglio u.s., la comandante della polizia locale nella descrizione sommaria rileva che «in località Barco la ditta Boscarini Costruzioni effettua acquisto e lavorazione di materiale inerte per l’utilizzo in lavorazioni edili che viene messo in commercio. Tale attività viene svolta in assenza di autorizzazione paesaggistica. Si configura pertanto il reato di abuso edilizio». In seconda battuta «la stessa ditta in località Ghilardino sta svolgendo attività di lavorazione e fresatura d’asfalto a mezzo apposito macchinario mobile senza autorizzazioni (abuso edilizio e paesaggistico)». Viene precisato che «l’Ufficio urbanistica del Comune di Fossombrone sta redigendo, non ancora ultimata, apposita relazione tecnica all’abuso segnalato da inviare alla Procura della Repubblica di Urbino». Due tegole pesanti si abbattono sulla vicenda dell’impianto di bitumazione ancora in attesa dei relativi permessi da parte della Provincia che ha a sua volta appena richiesto alla ditta di integrare una serie di documenti. Avevano inoltrato le loro osservazioni contrarie all’insediamento i Comuni di Montefelcino e Sant’Ippolito; l’associazione Metauro Nostro Cultura e Territorio; il gruppo consiliare di minoranza Unione per Fossombrone e l’impresa sociale Art.32. Nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria oltre alle assemblee pubbliche c’erano state segnalazioni da parte di associazioni e comitati, in merito all’attività di messa in riserva e recupero inerti, esercitata nel sito. Venivano chiesti chiarimenti circa l’attività, rappresentata con tanto di documentazione fotografica, esercitata nell’area interessata dal procedimento in corso. Si insisteva per conoscere chi e a che titolo, in assenza di impianti di trattamento acque di prima pioggia e di qualsiasi presidio di protezione della falda e del suolo, potesse esercitare l’attività in attesa di autorizzazione. Replicava il sindaco di Fossombrone «di aver fatto verificare: non stanno svolgendo nuove attività, ma solo manutenzione e sistemazione del sito, bonifiche ecc, anche per quel che riguarda il deposito di grattato». Era maturata la richiesta di un consiglio comunale monotematico con 150 firme a sostegno della petizione. Il 16 gennaio veniva pubblicato sul sito istituzionale della Provincia di Pesaro e Urbino l’avvio del procedimento «il cui progetto prevede la variante urbanistica puntuale dell’area interessata». La giunta comunale aveva deliberato parere favorevole sulla proposta progettuale presentata alla Provincia dalla ditta Boscarini. Il 31 gennaio da un incontro pubblico emergevano «rilevanti criticità dell’area interessata e carenze progettuali».





















