di Sonia Zanelli
A Sant’Ippolito si avvicina il momento dell’installazione di una nuova antenna 5G, un’infrastruttura classificata come bene di pubblica utilità e finanziata attraverso i fondi del Pnrr. Come previsto dalla normativa, quando un’opera rientra in questa categoria, la sua realizzazione procede anche nel caso in cui l’amministrazione locale esprima perplessità o contrarietà: l’obiettivo nazionale è infatti quello di colmare i divari digitali e garantire copertura omogenea sul territorio. La società INWIT, vincitrice del bando nazionale, ha individuato nella zona Serra l’area più carente di connessione e quindi bisognosa di un nuovo impianto. In un primo confronto con il Comune, erano state valutate alcune possibili collocazioni, tutte in aree collinari e in quota, coerenti con le esigenze tecniche di una stazione radio base: per coprire un’area ampia e irregolare serve infatti una posizione elevata, libera da ostacoli e con buona “visibilità” sulla vallata.
Il Comune aveva avanzato tre proposte alternative, tutte però ritenute non idonee da INWIT.
A quel punto la società si è mossa autonomamente, avviando contatti con privati e individuando un terreno di fronte al cimitero del capoluogo, nella parte bassa della strada. Questa scelta ha sollevato diverse criticità: non rispetta la logica tecnica iniziale, che prevedeva una collocazione in quota; comporterebbe la necessità di un traliccio più alto, aumentando l’impatto visivo; l’antenna risulterebbe ben visibile anche da via Fontanelle poiché direttamente sopra la Valle del Sole; il terreno presenta caratteristiche geologiche delicate, essendo un’area soggetta a movimenti e frane.
Nella relazione presentata da INWIT sul terreno privato, il Comune ha inoltre riscontrato 11 schede da revisionare, tra cui la mancanza di una ispezione geologica approfondita, considerata indispensabile. Un impianto 5G non è un semplice palo con un pannello. Le antenne Massive MIMO utilizzate oggi hanno caratteristiche importanti e il carico complessivo può superare facilmente i 200–300 kg. Per questo motivo la stabilità del terreno è un elemento imprescindibile. Di fronte alla scelta del terreno privato, il Comune ha segnalato a INWIT l’esistenza di un terreno comunale nella stessa area, ma sopra la strada, quindi in posizione più elevata.
Questa soluzione porterebbe diversi vantaggi: palo più basso, grazie alla quota naturale del terreno; minore impatto visivo; maggiore controllo pubblico sull’infrastruttura; maggiore sicurezza geologica; nessun rischio di penali o ripensamenti da parte di privati.
Il Comune ha già trasmesso la nuova proposta e ora attende una risposta ufficiale da INWIT. Il sindaco Marco Marchetti sottolinea che la cittadinanza è stata messa al corrente fin dai primi passaggi della possibilità di installare un’antenna 5G sul territorio comunale. Per questo motivo l’amministrazione ritiene fondamentale che l’impianto venga collocato su un terreno comunale. La partita è quindi ancora aperta, ma il Comune ha messo sul tavolo una proposta che concilia le esigenze tecniche di copertura con la tutela del territorio e della comunità. Ora la decisione passa a INWIT, chiamata a valutare una soluzione che potrebbe ridurre l’impatto visivo, migliorare la sicurezza e garantire una gestione più trasparente dell’infrastruttura.























