carne
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno

“Il mio legame con la storia romana – precisa l’affermata guida turistica fanese Manuela Palmucci – è iniziato all’età di otto anni. Nei programmi ministeriali la storia romana si studiava in terza elementare e io mi ci appassionai subito. Vicino alla mia abitazione appena fuori le mura cittadine di via Roma, avevano ritrovato un sepolcreto di epoca antica e ogni pomeriggio, libera dagli impegni scolastici, mi recavo a vedere cosa avessero trovato. Un giorno mi dissero che era venuto alla luce lo scheletro di una donna. Chiesi di vederla e due persone mi presero le braccia e mi aiutarono a sporgermi per guardare all’interno della fossa. La mia reazione fu alquanto insolita ed esclamai: –Ma quanto è secca!- Era la prima volta che da bimba vedevo uno scheletro umano e rimasi stupita di vederla così minuta. Sento ancora la fragorosa risata di chi aveva udito la mia espressione di sorpresa, ma quella fu un’esperienza, perché appresi che gli antichi Romani seppellivano i morti all’esterno delle mura cittadine. L’episodio è diventato ormai un aneddoto curioso, che racconto sempre alle scolaresche, in visita agli scavi romani”.

Che emozione prova per la scoperta della basilica di Vitruvio? “Non riesco a descrivere le emozioni provate in quei giorni di gennaio, tanto ne ero coinvolta! Ovviamente sono felice di essere nata nel periodo in cui sono stati riportati alla luce questi resti e credo che niente sia per caso. Ho notato che anche molti miei concittadini si sono ritrovati in una condizione simile alla mia, una intensa emozione che quasi lascia senza parole e se pur ammutoliti per lo stupore, i loro occhi comunicavano molto più del linguaggio verbale. In passato nelle visite guidate ho sempre accennato a Vitruvio e ai suoi legami con la città di Fano. Certo, per me che ho sempre sperato nel ritrovamento dei resti della Basilica civile, è stato un evento straordinario”.

Quest’amore per la romanità ha condizionato il suo percorso scolastico? “Tutte le esperienze lasciano un segno. Ci sono ricordi, come quello della necropoli romana, che rimangono indelebili nella memoria e formano la personalità, determinando anche il percorso di studi. La mia famiglia mi ha insegnato il rispetto delle cose, i collegamenti con il passato e l’analisi delle evoluzioni. Forse fin da piccola sono stata promotrice inconsapevole della mia città e del territorio. .

Quali emozioni prova vivere in mezzo a tanti resti dell’antica Roma? “Cresciuta e scolasticamente formata a Fano, ho nel corso degli anni seguito in maniera sistematica gli aggiornamenti sulle scoperte archeologiche. Ho avuto la fortuna di potermi avvalere degli insegnamenti del professor Franco Battistelli che è stato per me lume e mentore fino alla fine dei suoi giorni, uno studioso vero e appassionato che si è dedicato alla ricerca e alla divulgazione”.

scarpe firmate

Da guida turistica nelle sue spiegazioni, si sente un pochino una magistra romana? “Il piglio della docente viene sempre fuori, tuttavia non mi sento ‘magistra’, bensì una figura con esperienza e conoscenza, ma non autorevole”. Come vive la rievocazione estiva della Fano dei Cesari?“ Dell’evento ‘La Fano dei Cesari’ amo in particolare le ricostruzioni storiche e il coinvolgimento dei cittadini. Noto che c’è sempre tanta partecipazione per la settimana dedicata alla romanità”.

Chi pensa di essere stata se fosse vissuta nell’antica Roma? “Se fossi vissuta in epoca romana mi sarebbe piaciuto essere Ottavia Minore, sorella dell’imperatore Ottaviano. Ottavia era nota per la sua virtù, dignità e bellezza. Il museo civico di Fano ospita una preziosa testina in marmo che dovrebbe rappresentare Ottavia, da sempre tra i reperti che preferisco”.

irish pub cantiano
moda donna
arredamento interno
scarpe moda