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Una nuova arteria stradale, una galleria e almeno un viadotto: questo il possibile piano previsto per aggirare il centro abitato di Cagli. Nel caso, si tratterebbe di un intervento imponente per una realtà che non sembra certo soffrire di criticità legate al traffico. L’idea di progetto, ancora non definita, parrebbe promossa dalla Regione con il possibile assenso dell’amministrazione cagliese. L’opera si inserirebbe nel solco della ormai datata proposta della pedemontana Sassoferrato-Cagli, concepita per sostenere un’economia regionale che oggi, tuttavia, non appare necessitare di nuove infrastrutture viarie. Gli studi regionali (Le Marche in cifre 2022) evidenziano infatti come la densità stradale delle Marche sia già ben al di sopra della media nazionale, elemento che dovrebbe indurre a una riflessione più attenta sulle priorità. Secondo l’associazione Lupus in Fabula, sarebbe invece più urgente investire nel potenziamento del trasporto pubblico e nella manutenzione delle infrastrutture esistenti, piuttosto che avviare nuove opere costose e ad alto impatto ambientale. È fondamentale considerare che la costruzione di nuove strade non si limita alla semplice stesura di asfalto, ma comporta un impiego continuo di mezzi pesanti, ingenti quantità di materiali, consumo di carburanti ed emissioni quotidiane di CO₂. A ciò si aggiunge una rete di infrastrutture al servizio dei cantieri e la produzione di enormi volumi di materiale di scarto che implicano problemi di smaltimento. Gli effetti sul territorio sono rilevanti: espropri, perdita e impermeabilizzazione del suolo, apertura o ampliamento di cave, emissioni di polveri e gas, inquinamento acustico, abbattimento di numerosi alberi e arbusti (con ulteriore aumento delle emissioni e riduzione della capacità di assorbimento della CO₂), perdita di biodiversità e frammentazione degli ecosistemi. Considerate le premesse, una nuova strada – soprattutto non necessaria come il bypass di Cagli – rappresenterebbe un intervento dai costi elevati e dai benefici prossimi allo zero. Per questo motivo, Lupus in Fabula invita l’amministrazione comunale e l’Assessorato regionale alle Infrastrutture a riconsiderare le proprie scelte, orientandosi verso soluzioni più sostenibili, capaci di tutelare l’ambiente e l’identità dei territori.

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