Micaela Vitri
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«Solo due bandi regionali a sostegno delle iniziative turistiche, che taglieranno eventi storici e preziosi del nostro territorio, perché quello per  eventi pone un limite di spesa ai Comuni di almeno 80 mila euro».

A dichiararlo è la vicepresidente della Commissione regionale Bilancio Micaela Vitri, che spiega: «Nell’ultimo consiglio abbiamo preso atto dell’intenzione della giunta Acquaroli di perseverare con il “sistema Atim”. Nonostante le critiche e i dubbi degli operatori, il presidente con delega al Turismo, che era assente in Aula sia durante la discussione che il voto del nuovo Piano di settore, prosegue nel solco dell’Agenzia Turismo e Internazionalizzazione finita al centro di scandali per una gestione inefficiente e opaca. Un ente creato dal nulla, dallo stesso Acquaroli,  che nei suoi primi tre anni di vita, ha polverizzato 12 milioni di euro dei marchigiani in affidi diretti a società private, spesso romane. Per non parlare degli 80 mila euro di affitto per uffici inutili ad Ancona, alla Camera di commercio. Come se negli enormi palazzi della Regione non bastassero le stanze, visto che i dipendenti sono sempre gli stessi. Nel nuovo Piano Turismo 2026-2028 ci aspettavamo un ripensamento radicale e invece la Giunta ripropone una programmazione che è la fotocopia del passato, stanziando a favore dell’Agenzia ben 5 milioni di euro nel prossimo triennio, di cui 600 mila già iscritti a bilancio 2026. La verità è che ATIM continua a pesare sulle casse della Regione, mentre quei fondi sarebbero molto più utili per bandi destinati alla riqualificazione alberghiera e agli eventi. L’ultimo bando con contributi per ristrutturazioni  purtroppo, ha finanziato solo 60 strutture ricettive in tutte le Marche. Non solo scarseggiano  le risorse per chi ospita turisti, ma ora si taglia anche a chi rende i territori più attrattivi. Per quest’anno non risultano infatti pervenuti bandi che davano risorse indispensabili  per tanti eventi importanti. È stato pubblicato  un bando per l’animazione  dei borghi e centri storici, in scadenza il 14 maggio, che concede un massimo di appena 6000 euro, e un altro per i Grandi eventi turistici, in scadenza il 19 maggio, che invece impone ai Comuni investimenti minimi di 80 mila euro e contributi fino a 40 mila euro.  Una cifra insostenibile per la stragrande maggioranza delle realtà locali. Quanti eventi rischiano di saltare nella nostra provincia? Rientreranno solo grandi rassegne come il Summer Jamboree, il Carnevale di Fano e forse la Festa del tartufo di Acqualagna. Molti Comuni – conclude Vitri – riuscivano a garantire la programmazione grazie al recupero dei fondi regionali. Con questa impostazione, invece, in tanti saranno costretti a rinunciare. È inaccettabile che si scelga di foraggiare un carrozzone burocratico come ATIM mentre si soffocano le iniziative dei Comuni e le strutture ricettive, vero motore dell’accoglienza. Chiediamo una revisione immediata di questi criteri: non si può promuovere il brand Marche se prima se ne distrugge l’identità e la vivacità culturale. Anche perché l’impressione è che manchi proprio una strategia per attrarre nuovi turisti sul nostro territorio. Basti pensare che la giunta regionale ha sbandierato con orgoglio il nuovo volo da Falconara a Palermo, ma non dice quali iniziative intende mettere in campo per portare i siciliani in vacanza nelle Marche. Sembra un’operazione simile a quella realizzata con il testimonial Mancini a Dubai, che non mi sembra abbia portato molti arabi in vacanza nel nostro splendido territorio».

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