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“Cantavo e ballavo in continuazione fin da piccolina – esordisce Silvia Cecchini, urbinate di nascita residente a Fano – tanto da non far dormire mai i miei genitori. Era una cosa istintiva benché non sapessi cosa volesse dire essere cantante”. E come lo è diventata? “A 12 anni ho iniziato con le lezioni di canto: da quel momento la passione è diventata un impegno e uno studio costante. Al tempo stesso ho cercato di crescere il più possibile a livello tecnico e artistico attraverso diverse esperienze con le prime esibizioni pubbliche. In parallelo, ho portato avanti il normale percorso scolastico. Oggi sono una docente di matematica all’Istituto Omnicomprensivo di Urbania”. Quali esibizioni ritiene siano state le più rilevanti? “Beh… non dimentico i primi concorsi regionali fatti da piccola, come le tre vittorie in altrettante edizioni al Festival del Gallo d’Oro, oppure il terzo posto nella rassegna nazionale della Vela d’Oro in Sicilia. Da ragazza una bellissima occasione di crescita è stata la partecipazione Ad Area San Remo 2017, mentre un’altra esperienza da raccontare sono stati i cinque anni di partecipazione all’evento Deejay On Stage per Radio Deejay a Riccione condotto da Rudy Zerbi. Tappa significativa poi la partecipazione nei panni di Nina Zilli al programma Tali e Quali condotto da Carlo Conti”. Quali emozioni prova nel cantare? “È come entrare in un mondo tutto mio, uno spazio intimo in cui riesco ad esprimermi e staccarmi da tutto il resto. È lì che viene fuori una parte di me che nella vita reale emerge in forma minore. Quando canto mi piace vivere le parole, sentirle addosso, farle mie. È come se tirassi fuori un piccolo pezzo di me per condividerlo con chi mi ascolta. È un’emozione difficile da spiegare… è per questo che il canto è speciale”. Le sensazioni sul palco? “Salire sul palco provoca un mix di emozioni. È come se in quel momento tutto ciò che ho dentro trovasse finalmente il luogo dove uscire. Davanti al pubblico la prima sensazione è di impatto… come se ci fosse un incontro tra due mondi: il mio e il loro. Appena inizio a cantare tutto si allinea e quella tensione si trasforma in connessione e d’incanto, mi sento libera e incredibilmente viva”.

Cosa cerca di trasmettere al pubblico? “Cerco di essere sincera e voglio trasmettere autenticità, far percepire che vivo per davvero quello che sto cantando. Agli inizi il primo pensiero era di cantare nel migliore dei modi, ma oggi la maturazione mi porta a divertirmi assieme al pubblico. Per cui è cambiato anche il modo di stare sul palco”. Fa parte di qualche gruppo musicale? “Sì, di una band dal nome JBees dove portiamo uno spettacolo di disco music anni ’70,’80 e ’90 di circa due ore. È una band di 9 elementi che suona completamente dal vivo. Abbiamo in programma tanti concerti tra Marche ed Emilia Romagna. Vi invito a visitare le pagine social per tenervi informati sulle date”. Suona qualche strumento? “Il pianoforte ma solo per accompagnarmi in alcune canzoni. Mi aiuta a dare forma alle idee e a rendere più personale quello che sto facendo”. Come nasce l’ispirazione per scrivere una canzone? “Anche all’improvviso, magari da una frase, da una situazione vissuta o da un’emozione. Di solito scrivo per dare un senso a quello che sento per cui gli argomenti sono sempre legati a esperienze personali. Quando compongo provo varie sensazioni ed è liberatorio, ma talvolta anche destabilizzante anche se tutto tremendamente vero”. Chi è Silvia Cecchini? “Una ragazza curiosa, determinata, sensibile e forse è proprio questo che la musica diventa uno spazio importante per esprimermi. Mi piace tanto anche il lavoro da prof. Amo la vita in tutte le sue diverse sfaccettature e metto entusiasmo in quello che faccio, sia nella musica che fuori dal palco”.

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