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da Comitato ciclovia del Metauro

In Liguria, la Provincia di Imperia sta realizzando un anello cicloturistico che comprende la Ciclovia dei fiori, nata sul tracciato della ferrovia costiera spostata più a monte, e strade secondarie verso l’entroterra, in modo da valorizzare arte, cultura ed enogastronomia di borghi ancora poco toccati dai grandi flussi concentrati lungo il mare.  La spesa non è alta, 600 mila euro, per metà della Provincia, per metà della Regione; importante è l’intenzione: continuare a investire sul cicloturismo in costante sviluppo in tutto il mondo. Secondo l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Legambiente, nel 2025 l’Italia è diventata la meta più desiderata dai cicloturisti; le presenze sono state circa 49 milioni, con un impatto economico diretto stimato in 6,4 miliardi di euro nei territori ospitanti; sul totale dei turisti (479 milioni), sono circa il 9%; si tratta di persone con buone capacità di spesa e attente alla qualità dei luoghi e dell’ospitalità; rispetto al 2024, le donne sono aumentate (+ 17%), come pure i nativi digitali e coloro che non rinunciano a confort ed esperienze molto costose. Ne ha giovato l’economia delle regioni del nord della Penisola, visto che, a parte qualche eccezione, nel centro e nel sud ancora mancano piste sicure e ben attrezzate; un vero peccato, perché si trascura un settore dalle grandi potenzialità non solo economiche. Nella Provincia di Pesaro e Urbino si vuole fare più o meno come in Liguria: un anello tra costa ed entroterra, però per treni e non per biciclette; una ciclovia turistica verso le aree  interne, già avviata, che però risulta stretta, pericolosa e fuori contesto; la somma (350mila euro) spesa dalla Regione; soldi però sprecati per uno studio inutile che ha confermato ciò che era noto da decenni, cioè che non è fattibile il riutilizzo del sedime della ferrovia Fano Urbino abbandonata da 40 anni. Eppure, la valle del Metauro ha tutto quello che serve per attirare grandi flussi cicloturistici; invece, si perde tempo. Una ciclovia lungo l’ex ferrovia è la soluzione praticamente senza alternative che, come è già successo altrove, porta soldi e lavoro, riqualifica il territorio, migliora la sicurezza stradale e guarda al futuro e non al passato.

Nell’immagine, un tratto della Ciclovia dei Fiori, realizzata lungo la costa occidentale della Liguria sul vecchio tracciato della ferrovia spostata più a monte.

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