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Fermignano si prepara a vivere una nuova edizione di una delle manifestazioni più amate e identitarie della città. Torna infatti il Gran Premio del Biciclo di Fermignano, giunto quest’anno alla sua 39ª edizione, un appuntamento che nel corso degli anni è diventato parte integrante della storia e della tradizione della comunità fermignanese. Il fascino del Biciclo risiede anche nella sua capacità di unire tradizione, agonismo e spirito popolare. Una competizione originale e particolare, diventata nel tempo un appuntamento atteso del calendario fermignanese e capace di mantenere intatto il proprio carattere, pur rinnovandosi di edizione in edizione. Pedalare in sella a un biciclo non è facile e solo alcuni ciclisti riescono ad avvicinarsi a questo mezzo: stiamo parlando di un gigante la cui ruota anteriore è alta 1,20 metri, mentre sulla posteriori solo 40 centimetri. Il biciclo è mosso totalmente a pedali, collegati alla ruota anteriore; ha le ruote in gomma piena e non ha freni. Quella del 2026 sarà dunque una ricorrenza speciale: 39 edizioni rappresentano un patrimonio di memoria collettiva, fatto di protagonisti, sfide, momenti di festa e di una partecipazione che negli anni ha contribuito a rendere il Gran Premio uno degli eventi simbolo di Fermignano. Il conto alla rovescia verso la 39ª edizione è quindi iniziato: Fermignano si prepara a riappropriarsi ancora una volta delle proprie tradizioni, con il Gran Premio del Biciclo pronto a regalare una nuova giornata di sport, spettacolo, divertimento e partecipazione popolare.

Loris Scansalegna, Presidente Pro Loco organizzatrice, traccia il programma: «Stiamo lavorando per presentare una manifestazione ricca e coinvolgente, che ci accompagni verso l’importante traguardo della 40ª edizione. Già quest’anno saranno oltre 600 i volontari coinvolti tra Pro Loco e contrade, a testimonianza di quanto il Gran Premio del Biciclo sia una manifestazione sentita e partecipata da tutta Fermignano. Abbiamo pensato a una tre giorni che racconti non soltanto la gara, ma anche la storia della bicicletta e il suo rapporto con la nostra comunità. Venerdì si partirà con uno spettacolo di bike trial e l’apertura delle taverne, mentre sabato la serata sarà animata dalla pizzica e dalle iniziative in piazza. La domenica sarà il momento centrale, con l’esibizione di Mondo Bici a Monte Pietralata, la passeggiata su ruota in centro e soprattutto il grande corteo storico, al quale prenderanno parte circa 120 figuranti di Fermignano insieme a gruppi provenienti da fuori. Poi arriverà il momento più atteso, il Gran Premio, domenica alle 18. Le sette contrade si sfideranno con tre corridori ciascuna, in una competizione a staffetta con semifinali e finali. La detentrice è La Pieve, ma come sempre sarà la strada a decidere il vincitore. Questa 39ª edizione vuole essere anche un ponte verso il 40° anniversario. Quello sarà un traguardo importante, ma soprattutto un punto di ripartenza per costruire negli anni successivi un Biciclo sempre più coinvolgente e, soprattutto, sempre più fermignanese».

Monica Scaramucci, assessore agli eventi, riassume il significato profondo di questi giorni di festa: «Il primo ringraziamento va alla Pro Loco e a tutte le persone che, anno dopo anno, rendono possibile questa manifestazione. Il Gran Premio del Biciclo rappresenta per noi la conclusione degli eventi estivi, ma soprattutto un momento di grande valore perché dimostra come sia possibile fare comunità intorno a un progetto condiviso. Per un Comune di medie dimensioni non è semplice sostenere e coordinare attività di questa portata, ma la Pro Loco riesce a farlo mettendosi in rete con le associazioni del territorio e coinvolgendole nella costruzione della manifestazione. È successo anche quest’anno con realtà come Luoghi Comuni, con l’iniziativa La Bòcheta, e con il Centro Famiglie, protagonista della pedalata dedicata alle famiglie. Il Biciclo ha inoltre un valore particolare perché racconta una fase fondamentale della storia di Fermignano: l’Ottocento, con l’autonomia del 1818, l’arrivo dell’energia elettrica e lo sviluppo della città. È una manifestazione che affonda le proprie radici nella nostra storia e che, dopo essere stata ripresa nel 1966 e dopo un periodo di interruzione, è riuscita a tornare a essere un appuntamento identitario. Il suo valore, però, sta soprattutto nel fatto che coinvolge tutta Fermignano: dalle contrade, che gestiscono le taverne, alle associazioni, fino alle famiglie e ai cittadini. È questa capacità di mettere insieme tante persone che rende il Gran Premio del Biciclo qualcosa di più di una semplice manifestazione».

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Chiara Ugoccioni, figurante del corteo storico descrive i momenti che precedono l’uscita della sfilata:  «Il corteo storico è uno dei momenti più spettacolari e suggestivi della manifestazione. È un momento fortemente iconografico, perché per qualche istante riesce a riportare Fermignano nell’Ottocento e a ricreare tutto l’immaginario legato a quell’epoca, proprio poco prima che la città venga nuovamente catapultata nella dimensione della gara. Dopo il corteo arriva infatti il momento della competizione, quello in cui lo spettacolo storico lascia spazio all’agonismo e alla sfida tra le contrade. È un passaggio molto bello perché unisce due anime del Biciclo: da una parte la memoria e la tradizione, dall’altra la competizione e il divertimento».

Il sindaco Emanuele Feduzi, che è anche un corridore sul biciclo, sottolinea l’importanza dell’evento: «Fermignano ha la caratteristica, forse unica, di avere due Palii che scandiscono la vita della città: uno apre la stagione e uno la chiude. Sono manifestazioni che fanno parte del DNA della nostra comunità e che riescono a esaltare uno degli aspetti che più ci caratterizzano: il senso di appartenenza. Il Gran Premio del Biciclo è una tradizione che abbiamo il dovere di continuare a coltivare e a rinnovare. È bello vedere la partecipazione dei cittadini, ma soprattutto è bello vedere la vivacità delle contrade, che non vivono questi appuntamenti soltanto nei giorni del Palio o del Biciclo, ma lavorano e si incontrano durante tutto l’anno. Sono occasioni preziose di incontro tra generazioni diverse. Tante persone si mettono in rete, dedicano tempo ed energie e lo fanno per un obiettivo comune: il bene della propria comunità. È questo, alla fine, il significato più profondo di manifestazioni come il Biciclo».

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