ACQUALAGNA Nei giorni 11 e 12 settembre l’invaso del Furlo viene scandagliato da diversi sommozzatori privati alla ricerca del corpo di Riccardo Branchini il 19enne scomparso da quasi due anni dopo aver lasciato i propri indumenti e l’auto nei pressi della diga. Si tratta degli stessi sommozzatori che hanno recuperato il corpo senza vita dell’ingegnere Luigi Cavallari, scomparso il 27 giugno 2026 all’età di 84 anni nel lago di Vico, marito della ministra Maria Roccella. E’ stato il babbo di Riccardo, Tommaso ad aver preso i contatti per l’operazione. Lui, agente di polizia penitenziaria, è un referente della Protezione civile. Conosce bene i suoi colleghi che interverranno da Bergamo. In una nota l’avvocato di famiglia invita a rispettare il dolore della famiglia. L’invito esplicito è di evitare che si verifichino assembramenti di curiosi che renderebbero tutto molto più complesso. Alla luce dei risultati ottenuti dai sommozzatori nel lago di Vico è sentore comune che la drammatica storia di Riccardo volga al termine. Resta solo un barlume sempre più debole di speranza se si pensa che i controlli effettuati in precedenza con l’ausilio di strumenti di telecamere e sonar di ultima generazione in quello stesso invaso hanno dato esiti negativi anche se solo al 90 per cento come hanno specificato gli operatori al termine di quell’intervento. Nelle viscere dell’invaso insiste uno strato di fango consistente, probabilmente di alcuni metri di spessore. Ai lati vi sono cavità dove l’esplorazione senza lo svuotamento dell’acqua è stata ritenuta impossibile fino ad oggi. Per stabilire la verità definitiva, si è sempre detto nei mesi scorsi, bisognerebbe prosciugare la diga perché l’immersione in profondità di sommozzatori non è stata mai autorizzata per gli elevati rischi che avrebbe comportato.





















