Anche quest’anno la Galleria Nazionale delle Marche, che ha sede al Palazzo Ducale di Urbino, partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2026). Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 il museo resterà aperta con orario ordinario dalle 08:30 alle 19:20, ma nella serata di sabato 26 è prevista un’apertura straordinaria dalle 19:20 alle 23:20, con l’ultimo ingresso consentito alle 22:20. Durante le quattro ore di prolungamento serale il costo del biglietto sarà di un solo euro (escluse le gratuità di legge). Per rendere la visita più interessante, sabato 26 alle ore 16 i visitatori potranno partecipare a un percorso guidato dal titolo: “Libri e Biblioteche: dalla perduta libraria del Duca al Codice Santini”, che sarà condotto da Emanuela Capellacci (bibliotecaria) e Paola De Crescentini (assistente della sezione didattica). L’itinerario partirà dalla celebre Biblioteca del Duca Federico da Montefeltro per concludersi alla Biblioteca “Pasquale Rotondi”. Qui si potrà ammirare il Codice Santini, prezioso manoscritto urbinate recentemente acquistato dalla Galleria Nazionale delle Marche grazie ai fondi del Ministero della Cultura. Dichiarato nel 2012 “Bene di interesse culturale nazionale”, il Codice è una raccolta di disegni di macchine civili e militari che documentano il grande interesse per le discipline matematiche e scientifiche nella Urbino del Rinascimento durante le dinastie dei Montefeltro e della Rovere. Per partecipazione alla visita guidata è consigliata la prenotazione, inviando un’e-mail a: pal-pu.biblioteca@cultura.gov.it.
Il tema delle GEP 2026
Il tema delle Giornate europee del patrimonio 2026, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, è un invito a riflettere sulle molteplici sollecitazioni alle quali il patrimonio culturale, materiale e immateriale, è oggi soggetto e sulle responsabilità condivise necessarie per garantirne la conservazione, la vitalità e la trasmissione alle generazioni future. In una società in continua trasformazione, segnata dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione, dall’intensificarsi della mobilità delle persone, dai mutamenti climatici, dalle catastrofi naturali e da conflitti di diversa natura, il patrimonio culturale è sempre più esposto a rischi di perdita, deterioramento e alterazione. Il tema invita a interrogarsi su come riconoscere le priorità e affrontare le sfide del presente, promuovendo una maggiore consapevolezza delle minacce, ma anche delle opportunità, che interessano il nostro patrimonio culturale e paesaggistico.






















