Come sarà la stagione del tartufo bianco si capirà a partire dalla 44ª Mostra Mercato del Tartufo di Apecchio, la prima manifestazione in ordine temporale in tutta Italia dedicata al tartufo. Dai banchi di piazza San Martino avremo le prime indicazioni per la vendita e la commercializzazione del prezioso fungo ipogeo, la cui raccolta nelle Marche è consentita dal 1 ottobre.
Protagonista assoluto sarà il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), eccellenza che trova in questo territorio uno dei suoi principali elementi identitari. Un patrimonio che ad Apecchio si intreccia anche con la tradizione della birra artigianale e con il riconoscimento di Città della Birra, dando vita a un connubio particolare tra prodotti, cultura e vocazione del territorio.
L’attenzione è già alta attorno ad Apecchio, borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, dove appassionati, visitatori e operatori del settore guardano con interesse alla nuova stagione del tartufo. Sul tavolo ci sono i temi che ogni anno accompagnano l’apertura della raccolta: quotazioni, andamento del mercato e disponibilità del prezioso tubero, con gli occhi puntati sul lavoro dei tartufai impegnati tra boschi, fossi e calanchi alla ricerca del tartufo in compagnia del fido cane.
A fare da cornice a questa attesa sarà un lungo fine settimana di appuntamenti. Dal 2 al 4 ottobre Apecchio ospiterà la 44ª Mostra Mercato del Tartufo, trasformando il centro storico in un punto d’incontro per scoprire e assaporare le eccellenze del territorio. Il programma proporrà degustazioni, iniziative culturali, spettacoli itineranti e musica dal vivo, in un percorso pensato per raccontare il tartufo e, più in generale, l’identità gastronomica e culturale del borgo.
Pronte ad aprire i battenti sono anche le osterie e le taverne del centro storico, veri presidi di buona cucina e convivialità, i luoghi perfetti dove gustare le bontà del territorio, tra cui brilla -ovviamente- il tartufo. Già da mesi, infatti, generazioni diverse di apecchiesi stanno lavorando a braccetto per allestire e preparare questi locali storici, che sorgono negli angoli più belli del borgo, che per un fine settimana l’anno diventano location accoglienti e tutte da scoprire, dove ricercare la calorosa accoglienza apecchiese.
“Tutte le attività sono in pieno fermento per la preparazione di un evento che ogni volta sorprende per ambientazione, novità e atmosfera -spiega il sindaco di Apecchio Vittorio Alberto Nicolucci–. Protagonisti assoluti saranno Tartufo & Birra, accompagnati da numerose iniziative che mettono in vetrina un territorio unico e le sue risorse di pregio. Il mio augurio per quest’anno è che il lavoro sinergico di tante componenti si rifletta sul più ampio impegno della comunità nel costruire concretamente, giorno per giorno, la prospettiva futura dei nostri luoghi”.
«La Mostra Mercato del Tartufo di Apecchio –evidenzia il presidente della Provincia Alberto Alessandri – ha ulteriormente ampliato negli anni la qualità della proposta, diventando un appuntamento atteso e consolidato nel calendario autunnale provinciale. Una manifestazione in grado di valorizzare pienamente le nostre eccellenze dell’aloenogastronomia, attraverso tre giorni di iniziative in grado di raccontare al meglio il nostro territorio e tramandare le tradizioni di una comunità laboriosa e produttiva. Ringraziamo gli organizzatori che con passione rinnovano anche nella 44esima edizione la felice intuizione dell’abbinamento tra due prodotti come il tartufo pregiato e la birra artigianale, capaci di riscuotere grande successo anche a livello internazionale».
I PREMI Questa edizione avrà anche un ospite d’eccezione: Maurizio Battista, che per l’occasione vestirà i panni del “Re Tartufo”. Il popolare comico romano sarà tra i protagonisti della manifestazione, portando ad Apecchio la sua ironia e la sua capacità di coinvolgere il pubblico, in un appuntamento che unirà ancora una volta il tartufo allo spettacolo e alla convivialità.
Il premio Apecchio Città della Birra, invece, andrà a Paolo Rosato, caposervizio dell’edizione pesarese del Resto del Carlino, per l’attenzione e la sensibilità da sempre dimostrate da questa storica testata nel raccontare il territorio, le sue comunità e le sue eccellenze enogastronomiche. Un riconoscimento che vuole sottolineare il valore dell’informazione locale nel dare voce alle realtà dell’entroterra e nel contribuire alla conoscenza di un patrimonio fatto di prodotti, tradizioni e persone.
Il premio Impresa e Territorio, promosso in collaborazione con Confartigianato, sarà invece destinato ad un imprenditore, azienda, start-up o attività storica che abbia contribuito allo sviluppo economico, occupazionale e sociale del territorio, interpretando il ruolo dell’impresa come motore di sviluppo economico, coesione sociale ed attrattività territoriale. Si tratta di un riconoscimento che intende valorizzare coloro che, attraverso il lavoro, l’innovazione, il saper fare e il radicamento nella comunità, contribuiscono alla crescita sostenibile del territorio, alla trasmissione delle competenze e alla creazione di nuove opportunità per le generazioni future.
“La Mostra Mercato del Tartufo di Apecchio – spiegano Giada De Simoni, responsabile Confartigianato area di Pesaro e Paolo Rossi, referente Confartigianato area territoriale di Apecchio e Urbania – rappresenta un appuntamento importante non soltanto per la valorizzazione del tartufo e delle eccellenze enogastronomiche, ma per l’intero sistema economico e produttivo dell’entroterra. Manifestazioni come questa hanno infatti la capacità di mettere in relazione imprese, artigiani, attività commerciali, ristorazione e turismo, creando occasioni concrete di visibilità e di sviluppo per il territorio. Come Confartigianato – aggiunge – siamo particolarmente attenti a sostenere questo modello di sviluppo, nel quale l’impresa non è soltanto attività economica, ma anche presidio sociale e parte integrante dell’identità delle comunità. Il premio “Impresa e Territorio”, che Confartigianato promuove insieme alla Mostra, va proprio in questa direzione: riconoscere il valore di chi investe, crea occupazione, trasmette competenze e contribuisce quotidianamente a mantenere vivo l’entroterra”.
ALOGASTRONOMIA e OSTERIE Apecchio è conosciuta come la capitale italiana dell’alogastronomia, l’arte di abbinare la birra artigianale con il cibo. Qui nascono birre uniche, frutto di un’accurata selezione di materie prime locali e della passione dei birrifici artigianali, che si distinguono per la qualità e la creatività delle loro produzioni. Le birre apecchiesi si sposano alla perfezione con piatti della tradizione, come i formaggi stagionati, le carni alla brace e i salumi locali. Cosa rende questa birra artigianale una tra le più premiate del mondo? Sicuramente tra i segreti c’è l’acqua che nasce pura e chiara dal monte Nerone. Apecchio vanta eccellenze come il Salmì del Prete, una vera gemma per intenditori, riscoperto dalle massaie apecchiesi rifacendosi ad antichissime ricette e il Bostrengo, un dolce tipico di recupero della civiltà contadina che racconta secoli di storia. Che dire poi della Coradella d’agnello di Serravalle di Carda, altro lascito del passato che ci ha insegnato a trattare in modo gustoso anche le parti meno nobili dell’agnello?
Il luogo privilegiato dove gustare queste eccellenze della tavola sono i ristoranti e gli agriturismi del paese ma anche le tante osterie che aprono in occasione della Mostra nei luoghi più caratteristici del borgo.e anche la piazza di Apecchio.






















