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Michele Magnoni, campione in carica del National Trophy classe 600, dopo tre gare si lecca le ferite e si rammarica per le occasioni mancate. E pensare che il motociclista cagliese è già salito una volta nel gradino più alto del podio. Al debutto, il 18 luglio al Mugello è stato costretto al ritiro per via della rottura alla pompa della benzina, il giorno dopo invece ha trionfato sempre al Mugello, mentre il 26 luglio a Misano è caduto durante l’inseguimento al primo posto. “A distanza di ore, anche riguardando le immagini, non riesco a capire la dinamica della caduta – commenta amareggiato Michele Magnoni – un vero peccato, perché ero secondo e non stavo forzando la mano. Stavo studiando l’avversario ed elaborando la strategia per provare l’attacco negli ultimi giri”. Un mini-campionato già giunto a metà percorso: mancano 4 gare alla fine, il weekend di settembre a Imola e a ottobre a Vallelunga. “La classifica è corta, ho solamente 20 punti di distacco dalla testa – continua Magnoni – un peccato perché con più fortuna e attenzione potevo essere già in vetta, ma l’obiettivo di conquistare ancora il titolo è ancora alla portata”. Per mantenere intatte le speranze di confermarsi campione, Magnoni non deve più commettere errori. “Non si è alzato il livello del campionato, ma è cresciuto il numero di piloti che competono alla vittoria – afferma Michele – se devo fare due nomi, dico Pusceddu e Farinelli”. Stesso campionato dello scorso anno, stesso team, ma gomme differenti: “Avevo offerte dalla categoria 1000, ma ho un problema fisico che mi impedisce di competere a quel livello. La sfida nella sfida è diventare il primo pilota a conquistare il titolo con le gomme Dunlop, finora nessuno c’è riuscito”.

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