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Concluso il percorso di educazione ambientale della Lupus in Fabula con gli alunni della primaria “Decio Raggi” di Fano. Raccolti due sacchi di rifiuti, classificati con l’app internazionale Clean Swell. Mozziconi di sigaretta, frammenti di plastica e reti per la mitilicoltura tra i materiali più frequenti

FNon soltanto raccogliere i rifiuti abbandonati, ma imparare a riconoscerli, classificarli e comprendere da dove provengono. È quanto hanno sperimentato gli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria “Decio Raggi” di Ponte Metauro, protagonisti di un percorso di educazione ambientale organizzato dall’associazione La Lupus in Fabula, nell’ambito del progetto “Chiudere il ciclo, creare valore”. Il percorso si è concluso giovedì 22 ottobre con una mattinata di pulizia di un tratto della spiaggia di Ponte Metauro, durante la quale i bambini, accompagnati dagli insegnanti e dai volontari, hanno raccolto due sacchi di rifiuti. Ma il lavoro non si è fermato alla pulizia: tutti i materiali sono stati classificati per tipologia attraverso Clean Swell, un’applicazione sviluppata dall’organizzazione internazionale Ocean Conservancy, che consente di registrare i rifiuti raccolti e contribuire a una grande banca dati mondiale sull’inquinamento marino.

I risultati hanno confermato un problema ricorrente lungo le nostre coste: i mozziconi di sigaretta rappresentano la tipologia di rifiuto più numerosa, seguiti da piccoli frammenti di plastica e da pezzi di reti utilizzate negli allevamenti di mitili. Materiali che, oltre a compromettere la qualità delle spiagge, costituiscono una minaccia per gli ecosistemi marini.

La giornata conclusiva è stata preceduta da un vero e proprio percorso formativo, iniziato con la proiezione del film d’animazione “Trash – La leggenda della piramide magica”, che racconta le avventure di alcuni rifiuti alla ricerca di una seconda vita. Sono seguiti laboratori di circa due ore per ciascuna classe, dedicati alla conoscenza dei materiali, alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata. Le attività hanno mostrato come i bambini possiedano già una buona conoscenza delle regole della differenziata, offrendo l’occasione per approfondire il rapporto tra i comportamenti quotidiani e l’ambiente.

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Al termine della pulizia, tornati in aula, gli alunni hanno analizzato insieme ai volontari i risultati della raccolta, osservando le quantità registrate per ciascuna categoria di rifiuti e scoprendo come funziona il sistema internazionale di monitoraggio. Attraverso la piattaforma collegata all’applicazione hanno potuto conoscere le attività di pulizia svolte nel mondo e la quantità complessiva di rifiuti censiti. L’esperienza ha così trasformato una semplice attività di volontariato in una forma di citizen science, o scienza partecipata: i bambini non sono stati soltanto spettatori di una lezione sull’ambiente, ma protagonisti di un’attività concreta di osservazione e raccolta di dati utili alla conoscenza del fenomeno.
Il percorso ha coinvolto una decina di insegnanti, tra docenti curricolari e di sostegno, una figura formatrice e due volontari, tra i quali Gianfranco Rossi di Fano Università del Mare realtà da tempo impegnata nella sensibilizzazione e nel monitoraggio dell’ambiente marino. L’iniziativa si inserisce nelle attività del progetto “Chiudere il ciclo, creare valore”, coordinato da Marche a Rifiuti Zero ETS con La Lupus in Fabula, Il Grano e la Zizzania, Oltrefrontiera e Bracciaperte. Il progetto promuove la prevenzione dei rifiuti, il riuso, la riparazione e la partecipazione attiva dei cittadini, affiancando il percorso territoriale del Distretto del Riciclo. L’esperienza di Ponte Metauro dimostra come l’educazione ambientale possa partire dalla scuola per diventare un’occasione di conoscenza e responsabilità collettiva. Perché pulire una spiaggia è importante, ma capire perché si sporca e imparare a prevenirlo è ancora più importante.

Il progetto “Chiudere il ciclo, creare valore” è realizzato nell’ambito di R.A.D.I.C.I. – Rete Attiva per il Domani: Insieme per una Comunità Integrata, progetto finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Lupus in Fabula - Il Consiglio Direttivo

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