Il pozzo di Sterpeti
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Il pozzo di Sterpeti

MONTEFELCINO L’acqua erogata dalla rete privata non è potabile. A Sterpeti, frazione del Comune di Montefelcino «oltre duecento famiglie e diverse attività agricole – scrive Rodolfo Santini che ieri mattina ha presentato anche una denuncia in Procura – stanno subendo danni economici e patrimoniali irreparabili. Nel condominio omonimo della frazione, una comunità di 217 utenze è costretta a fare i conti con l’erogazione di acqua non potabile ad altissimo contenuto di cloruri. Una vera e propria “acqua salata” che sta corrodendo la vita quotidiana, i beni privati e l’economia locale». La contestazione «riguarda il mancato rispetto delle normative europee che sanciscono il diritto alle persone di avere nella propria abitazione acqua potabile – commenta al telefono il nostro interlocutore -. Non si tratta di una questione privata come si potrebbe credere né di contestare la dirigenza del condominio. L’area della quale stiamo parlando è fortemente caratterizzata come agricola. Una situazione completamente immobile che va avanti non si sa da quanti anni. Siamo adesso noi nuovi residenti a chiedere il rispetto di un diritto e per questo speriamo che il nostro appello abbia il riscontro di qualche autorità». L’analisi chimica del 21 luglio  ha certificato la presenza di cloruri pari a 444 mg/l, un valore enormemente superiore al limite massimo di 250 mg/l stabilito dal D.lg. 18/2023 per le acque destinate al consumo umano. «Un problema strutturale – aggiunge Santini -. A novembre 2025 un’ordinanza del sindaco di Montefelcino ha sancito la non potabilità dell’acqua per lo stesso identico motivo. Andando a ritroso, i dati in possesso di alcuni condòmini rivelano uno storico ancora più inquietante».

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