«Quando Matteo Ricci parla di conti lasciati a chi viene dopo, viene da chiedersi se stia criticando il Governo o facendo autocritica sulla propria amministrazione di Pesaro e della Provincia. La manovra del Governo Meloni è equilibrata e responsabile: sostiene famiglie, lavoratori e imprese senza perdere di vista la tenuta dei conti pubblici. Una responsabilità ancora maggiore dopo gli sperperi del passato, dal Superbonus al reddito di cittadinanza, sostenuti dalla sua parte politica. Ma Ricci dovrebbe soprattutto fare pace con la propria storia amministrativa. Il 30 novembre 2012, da presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, annunciava che l’ente era dentro al patto di stabilità. Nel giugno 2015, la Corte dei conti ha accertato il mancato rispetto del patto proprio per quell’anno. Prima di distribuire pagelle al Governo, spieghi questa clamorosa distanza tra ciò che annunciava e ciò che è stato successivamente accertato. E prima di parlare delle eredità lasciate agli altri, risponda anche di quella politica e amministrativa lasciata a Pesaro. I cittadini hanno diritto a un bilancio delle sue scelte, non all’ennesima lezione impartita da Bruxelles. Economia, politica estera, ordine pubblico: Ricci ha una ricetta per tutto. Peccato che, quando si passi dalle dichiarazioni ai risultati della sua amministrazione, il professore pesarese abbia ancora qualche esame da sostenere. Per dare lezioni sui conti pubblici serve memoria, non soltanto un microfono». La replica di Antonio Baldelli, deputato marchigiano di Fratelli d’Italia, all’eurodeputato del Pd.
























