Si chiama Mauro Tallevi, è fanese d’origine e spagnolo d’adozione, dopo 20 anni vissuti a Parigi. È lui il più entusiasta e instancabile sostenitore del gemellaggio fra Gandia, nella regione di Valencia, dove vive dal 1973, e la città che l’ha visto nascere in Borgo Cavour. Ora può mostrare orgoglioso la pergamena che lo nomina ambasciatore della fanesitudine in terra valenciana, firmata dal sindaco Massimo Seri e dalla sua collega gandiese Diana Morant Ripoll durante le recenti cerimonie per formalizzare il patto di collaborazione reciproca fra le due città. Dall’Adriatico al mar delle Baleari, da Fano a Gandia. Per tutti è il percorso del gemellaggio, per Mauro Tallevi è anche un viaggio del cuore.
«Ho sempre tenuto caro – afferma – il ricordo della mia città natale. Tant’è che continuo a parlare in dialetto, ogni volta che ricevo telefonate da vecchi amici o torno a Fano per qualche tempo. Sono un romantico, sono il ragazzo della via Gluck, ma non sono fanatico. Vivo all’estero da tanti anni e questa esperienza mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze e di migliorarmi: ho potuto farlo perché mi sono aperto alle nuove realtà». Il percorso del gemellaggio è durato circa trent’anni ed è iniziato nel 1989, anche se Mauro Tallevi, oggi settantaquattrenne, ci ragionava già da tempo. «Utilizzai le mie ferie estive – racconta – per seguire la stagione operistica fanese. La lirica è una delle mie grandi passioni assieme al rock’n’roll e non a caso in quel periodo avevo creato un corso apposito per l’Università Popolare di Gandia. Attraverso il mio amico Alfredo Pacassoni conobbi un amministratore comunale dell’epoca, Francesco Baldarelli, e iniziammo il discorso del gemellaggio. Ricevetti video e documenti storici su Fano, che consegnai all’allora sindaca di Gandia: Pepa Frau Ribes».
L’idea si sarebbe concretizzata nel marzo 2017 (durante l’amministrazione Seri e con l’impegno sia di Massimiliano Barbadoro, dell’associazione Amici senza frontiere, sia dell’assessora gandiese Concejala Liduvina Gil Climent), ma nel frattempo fu mantenuta viva da scambi di carattere culturale e sportivo. «Gemellaggi ce ne sono stati tanti – conclude Tallevi – ma questo tra Fano e Gandia ha un segno originalissimo e particolare: il patto di collaborazione tra le sfilate in maschera e Las Fallas, feste di grande tradizione popolare e attrattiva turistica». Come nel caso del Carnevale, a Gandia si costruiscono giganti di cartapesta, però fissi. Sono bruciati il giorno di San Giuseppe al termine della manifestazione, che va dal 15 al 19 marzo.






















